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FdI scrive al presidente Agcom: “Intervenire sui social, si diffondono odio e menzogne”

L’odio sui social non si blocca. E per questo, Fratelli d’Italia, attraverso il presidente della commissione telecomunicazioni e trasporti della Camera, Salvatore Deidda, si è rivolto ad Agcom.

La lettera di Deidda a Lasorella

“Nella mia qualità di Presidente della IX Commissione della Camera dei Deputati- si legge nella lettera che Deidda ha inviato al presidente Agcom, Giacomo Lasorella, intendo sottoporre alla Sua attenzione e a quella dell’Autorità la crescente preoccupazione istituzionale riguardante la gestione dei contenuti sulle piattaforme del gruppo Meta (Facebook e Instagram)”.

Un linguaggio pieno di odio

“Nonostante i ripetuti impegni dichiarati dal gruppo in sede internazionale- continua Deidda- assistiamo quotidianamente a una preoccupante inerzia nel contrasto alla diffusione del linguaggio d’odio (hate speech) e alla proliferazione incontrollata di utenze fittizie. Tali account, spesso gestiti in modo automatizzato, vengono sistematicamente utilizzati per alimentare campagne di odio, diffamazione e disinformazione, inquinando il dibattito pubblico e minando la sicurezza digitale dei cittadini.
È inaccettabile che una piattaforma che trae ingenti profitti dal mercato italiano non garantisca standard minimi di vigilanza, delegando a algoritmi spesso inefficienti la tutela della dignità umana e della correttezza dell’informazione. L’immobilismo registrato di fronte alle segnalazioni degli utenti e la lentezza nella rimozione di contenuti palesemente violenti o discriminatori non sono più tollerabili”.

Aprire un’istruttoria sui profili fake

“Alla luce del nuovo quadro normativo europeo delineato dal Digital Services Act (DSA) e delle competenze di codesta Autorità in materia di servizi media e piattaforme digitali, Le chiedo formalmente- scrive ancora Deidda al presidente Agcom- di valutare l’apertura di un’istruttoria o di un tavolo di monitoraggio specifico sulle procedure di moderazione di Meta in Italia.
È necessario accertare se l’azienda stia adottando misure proporzionate ed efficaci per mitigare i rischi sistemici derivanti dai propri servizi, con particolare riferimento alla protezione dei diritti fondamentali e alla lotta contro i profili “fake” che agiscono impunemente”, conclude il presidente della nona commissione camerale, che accusa i Cinquestelle: ” Basta ricordare l’intervista creata e modificata con l’IA del nostro Donzelli rilanciata da una pagina a sostegno dei grillini”.

 

 

 

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