La promessa Francesco Ferrari sbarca alla Virtus . Dai primi tiri a Vigevano al sogno Nba
VIGEVANO. Il primo cuoio a spicchi ed il primo legno su cui farlo rimbalzare sono stati vigevanesi per Francesco Ferrari, stella ormai emersa del basket nazionale e prossimamente internazionale che ieri sera era a referto in Eurolega in maglia Virtus Bologna nella gara con lo Zalgiris Kaunas dopo aver firmato nei giorni scorsi un accordo sino al 2029 con la gloriosa società felsinea.
L’infanzia al palabasletta
Nato a Novara il 18 agosto 2005, Francesco Ferrari aveva solo 4 anni quando papà Federico, per tutti “Mine” nell’ambiente del basket e per il popolo gialloblù il professor Ferrari da Modena, era il capitano della Miro Radici Vigevano in B1 agli ordini di Gigi Garelli, allenatore iconico e, in quella circostanza, di ritorno per sistemare a modo suo (e come la storica piazza sognava e aspettava da decenni) un conto in sospeso. Mentre papà Federico, insieme ai vari Ghersetti, Cavallaro, Ganeto, Banti, Zaccariello, Panzini, soprattutto all’indimenticato e indimenticabile sopraffino play Matteo Bertolazzi, vincevano il campionato di B1 riportando dopo decenni Vigevano in serie A2, l’allora piccolo Federico sgambettava sul parquet del PalaBasletta, il leggendario hangar di via Carducci smontato e riqualificato due anni e mezzo fa, dopo un’infinita storia di basket ducale e nazionale.
Chissà se anche la saga dei Ferrari se ne sarà accaparrata un pezzo quando in fase di demolizione, appassionati e tifosi avevano potuto portarsi a casa un listello di parquet, un seggiolino o altri souvenirs del PalaBasletta… Anche la stagione successiva 2009-2010, quella in cui compiva cinque anni, il piccolo Francesco fraternizzava col cuoio a spicchi in settimana in via Carducci e la domenica più vicino a casa, al Pala Dal Lago di Novara dove Vigevano era stata costretta ad emigrare per giocare una leggendaria A2, quella in cui, mentre Francesco palleggiava al PalaBasletta, Franco Provinciali, storico indimenticabile magazziniere del basket ducale, insegnava all’ala americana JJ Williams vocaboli essenziali e stralci di vernacolo e dialetto vigevanese come il celebre “sugaman” emesso gutturalmente dall’elastico uomo d’ebano quando, nelle pause di allenamento, chiedeva a Provinciali una salvietta per detergersi il sudore. Era la stagione in cui lo stesso gruppo che aveva vinto la B1, con l’innesto degli americani Boyette e Williams, del comunitario Pearson e del brianzolo Squarcina, arrivò sino a gara5 del primo turno play off, ad un passo dalla semifinale per l’A1.
Quindi, da una parte, la drammatica scomparsa di Vigevano prima della sua eroica resurrezione sino ai giorni nostri, dall’altra l’impressionante crescita di Francesco Ferrari nelle giovanili, l’emergere del talento al College Borgomanero con papà Federico che, appese le scarpe al chiodo, era diventato trascinatore di un progetto che ha coinvolto sul campo anche il fratello primogenito Alessandro.
UNA CARRIERA IN GRANDE ASCESA
Il resto è storia recente, Francesco approda lo scorso anno in A2 a Cividale, è Mvp pochi mesi fa del Campionato Europeo Under 20 vinto dagli azzurrini, poi ricevuti in Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, successivamente arriva anche la chiamata in nazionale maggiore dal Ct Luca Banchi. Soprattutto, Francesco un mese fa realizza 36 punti nel match di A2 con l’Urania Milano. Era dal 1991 che un italiano non segnava così tanto tra A1 e A2.
Ora l’approdo alla Virtus Bologna e un contratto fino al 2029 dal quale uscire in caso di chiamata NBA, next stop del treno partito dal PalaBasletta… —