Arrestato il presunto killer del capotreno a Bologna: a Pavia qualche giorno fa gli era stato sequestrato un coltello
PAVIA. Il presunto killer del ferroviere alla stazione di Bologna era passato ed era stato denunciato anche a Pavia. Quella di Marin Jelenic, 36 anni, era una vita da sbandato, su e giù dai treni regionali, tra Emilia-Romagna e Lombardia. Compresi diversi passaggi a Pavia tra cui l'ultimo documentato il 30 dicembre. Il 36enne croato, senza fissa dimora, è stato fermato nella sera del 6 gennaio alla stazione di Desenzano del Garda, intorno alle 21. Era ricercato per omicidio volontario aggravato per aver ucciso con una coltellata al ventre il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio alla stazione di Bologna, per motivi da chiarire. Jelenic, lunedì dopo l’omicidio, si era allontanato da Bologna su un regionale veloce diretto a Milano, intorno alle 18.30. I sindacati hanno proclamato uno sciopero regionale del trasporto ferroviario in Emilia Romagna dalle 9 alle 17 di mercoledì 7 gennaio per chiedere più sicurezza per i lavoratori, dopo l’omicidio del collega.
I controlli a Pavia
Il 36enne viaggiava sui treni, dormiva nelle stazioni. Era stato fermato a Pavia dalle forze dell'ordine per un controllo di routine il 30 dicembre. Con sé aveva un coltello di 24 centimetri, che gli è stato sequestrato. L’uomo, però, non aveva reagito al controllo e così era stato lasciato andare.
Era stato in Italia tra il 2019 e il 2023, poi per due anni nessuna segnalazione e l’ipotesi è che in quei mesi potrebbe essere andato all'estero. Riappare in Italia nel 2025 e fioccano segnalazioni e denunce per ubriachezza molesta, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Due casi anche a Pavia nelle scorse settimane. Poi altre segnalazioni a Milano, Lodi, Reggio Emilia, Udine, Modena e soprattutto Bologna.
A Pavia alcuni testimoni, tramite il network di automobilisti L24 Pavia, hanno ricordato di aver visto in atteggiamenti molesti Marin una decina di giorni fa in zona Minerva con una bottiglia di superalcoolici. Poi il 5 gennaio il delitto fuori dalla stazione di Bologna dove Jelenic è accusato di aver ucciso a coltellate il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio: poi è fuggito ed è stato fermato a Desenzano del Garda dove era arrivato in treno. Il movente del delitto è tutto da chiarire.
L’omicidio e la fuga
Alessandro Ambrosio, 34 anni, è stato trovato lunedì 5 gennaio in una pozza di sangue nel parcheggio riservato ai dipendenti dell’azienda vicino alla stazione: quando sono arrivati i soccorsi, era già agonizzante, e il capotreno è morto per un arresto cardiaco in seguito alla ferita, profonda, all’addome. Viveva ad Anzola dell’Emilia, nel Bolognese.
Secondo le prime ricostruzioni Ambrosio arriva in stazione centrale, a Bologna, da quella di Ponte Samoggia alle 17.39 di lunedì. Scende dal treno, sta parlando al telefono con un amico. Si danno appuntamento all’interno del parcheggio riservato ai dipendenti delle Fs. Jelenic inizia a pedinarlo, apparentemente senza motivo. Le videocamere lo inquadrano mentre segue Ambrosio dal binario fino al vicoletto che conduce al parcheggio, circa cinque minuti di tragitto. Poi lo colpisce alle spalle.
Viene ripreso dalle telecamere ancora alle 18.03, ha una sigaretta in una mano e una lattina nell’altra. Sale sul regionale veloce 3924 verso Milano. Il mezzo parte alle 18.33, Jelenic inizia a infastidire i passeggeri e il capotreno chiama le forze dell’ordine. Alle 19.54 il convoglio si ferma a Fiorenzuola e Jelenic scende per un controllo da parte dei carabinieri. Viene identificato, ma lasciato andare: gli inquirenti ancora non lo avevano identificato come presunto assassino del capotreno. Quando la nota con il suo nome arriva, carabinieri e polizia organizzano un blitz alla stazione di Piacenza, intorno a mezzanotte. Ma del 36enne non c’è traccia.
Prima della cattura Jelenic viene avvistato alla periferia nord di Milano intorno a mezzanotte dell’Epifania: è stato ripreso infatti dalle telecamere a bordo della linea 4 del tram. Prima, però, verso le 22.40, era stato colto dagli occhi elettronici in piazza Duca d’Aosta, proprio di fronte alla stazione centrale di Milano dove era arrivato con il treno da Bologna.
A Bologna, il giorno del delitto, secondo quanto risulta dalle indagini, era arrivato da qualche ora e aveva già tentato di derubare un supermercato al lato della stazione: era stato allontanato dagli agenti della Polfer.