Appello dei partiti della Groenlandia:”Qui decidiamo noi”
Sono solo 57.000 gli abitanti della Groenlandia e hanno idee alquanto chiare sul futuro del loro paese: “Qui decidiamo noi e gli Stati Uniti devono smettere di avere disprezzo per il nostro paese” e quanto espresso dai rappresentanti dei cinque partiti presenti nel locale parlamento. La Groenlandia paese appartenente alla Danimarca con statuto autonomo.
E’ la risposta dei nativi alle prese di posizione di Trump sulla questione e al suo “voglio la Groenlandia o con le buone o con le cattive” che corrisponde al “o vi compro o vi conquisto”, che non rappresenta certo una novità nella storia della politica estera USA. Questo condito dalle solite frasi umilianti e denigratorie riservate dal tycoon verso l’Europa. Le mire americane ribadiscono come l’isola artica sia fondamentale per la sicurezza nazionale e, più che guardare le ingenti risorse minerarie, non proprio facilmente accessibili in tempi brevi, riguardano le rotte di navi e sottomarini sulle quali il cambiamento climatico potrebbe dar corso, in tempi tutt’altro che lontani, a nuovi accessi e nuove variabili geopolitiche ed economiche. Novità sulle quali lo spirito ipernazionalistico di Trump intende imporre i suoi diktat.
La frase di Trump verso gli abitanti della Groenlandia “faremo qualcosa che a loro piaccia o no” è quanto mai indicativa del decisionismo assolutistico trumpiano.
“Non ci sentiamo né danesi né americani” hanno concluso i rappresentanti politici della Groenlandia nel loro comunicato congiunto.
Intanto sul web abbondano le immagini ironiche con eserciti di pinguini e orsi polari pronti a contrastare l’aggressione americana.
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