“Se conoscevo Alberto Stasi? No, qualche anno dopo l’omicidio ero in un locale di Garlasco con Marco Poggi e i nostri amici. Lo abbiamo visto e abbiamo chiesto di cambiare tavolo”: così Andrea Sempio a Verissimo
“Sono un colpevole desiderato”. Così Andrea Sempio si definisce nel salotto di Verissimo, il talk di Canale 5 che lo ospita nella puntata di domenica 11 gennaio. Sempio si racconta in una lunga intervista, a partire dalla reazione che ha avuto quando, nei mesi scorsi, è stato indagato per la terza volta nell’ambito dell’inchiesta per la morte di Chiara Poggi: “Questa è la volta più difficile, spero sia l’ultima”. La scoperta di essere finito nuovamente nel registro degli indagati è stato per lui uno choc: “Quel giorno mi hanno chiamato i carabinieri e mi hanno detto che mi dovevano notificare un atto. In caserma ho letto di nuovo l’accusa per omicidio. Da quel giorno si divide la mia vita, inizia un periodo di caos e sospensione. Sono uscito da lì e uno dei primi pensieri è stato: Come lo dico ai miei?”. “La cosa assurda di questa storia è che segue due strade” spiega a Silvia Toffanin “Quella giuridica, abbastanza lineare e tranquilla, e quella mediatica. Si sono create le tifoserie: c’è una parte che ce l’ha con me, sui social percepisco tantissimo odio. Anche quando escono notizie a mio favore non le smuovi, ci deve essere sotto altro, c’è gente che vuole festeggiare una mia condanna”.
Il DNA di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi
La conduttrice chiede conto al proprio ospite di diversi aspetti dell’indagine, soprattutto quelli che hanno attirato maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica. Uno su tutti il ritrovamento di DNA “sulle unghie di Chiara che ha compatibilità moderata e forte” con Sempio e con i suoi familiari di sesso maschile. “Quando è uscita questa perizia hanno esultato sia la difesa di Sempio che di Stasi” ricorda il diretto interessato, che prosegue: “La genetista ha detto che la base da cui è partita non andava bene perché il materiale era degradato, era poco, mal conservato. I risultati non si possono utilizzare e non sono attribuibili a nessuno. Dall’indagine biostatistica viene fuori la compatibilità ma partendo da una base sbagliata” ribadisce. “I risultati non sono attendibili, è un elemento che non va né a favore né contro”.
E la sua impronta sul muro di casa Poggi? “Non mi preoccupa più di tanto” assicura il 37enne, “La Procura dice che non è una impronta insanguinata quindi non lasciata durante l’omicidio. Su quella parete ci sono tante altre impronte di altre persone perché è in un punto dove la scala girava ed era normale per chi scendeva appoggiarsi. La casa la frequentavamo tutta, in particolare il salotto giù e la stanza di Chiara perché c’era il pc che usavamo per giocare online”.
Lo scontrino del parcheggio e l’inchiesta per corruzione
Si è molto parlato anche del famigerato scontrino del parcheggio di Vigevano risalente al giorno del delitto. Perché Andrea lo ha conservato e consegnato alle autorità solo un anno dopo? “L’ho tenuto perché era normale che ci avrebbero sentiti tutti. Tante altre persone hanno consegnato qualcosa, chi il passaporto, chi i turni di lavoro per confermare quello che stavano dicendo. L’ho consegnato un anno dopo perché me lo hanno chiesto un anno dopo” spiega Sempio, che sente di essere suo malgrado uno dei protagonisti di quella che “è diventata una serie tv”.
Toffanin gli chiede conto anche della sua eventuale conoscenza con Alberto Stasi, condannato nel 2015 per l’omicidio della allora fidanzata: “Non lo conoscevo. C’è stata solo un’occasione in cui siamo andati vicini a incontrarci, qualche anno dopo l’omicidio, in un locale di Garlasco ero con Marco Poggi e il nostro gruppo di amici, abbiamo notato un ragazzo con un cappellino in testa ed era lui, allora avevamo chiesto di cambiare tavolo”. Tra i risvolti più recenti non si può non menzionare l’inchiesta per corruzione della Procura di Brescia che vede indagato il padre di Andrea Sempio. “Per me non andrà avanti” commenta nel salotto di Canale 5. “Da quel punto di vista sono tranquillo: sono preoccupato per mio padre per quello che vive, con i giornalisti che gli fanno agguati fuori casa. La parte legale è stata quella più tranquilla”. Proprio a proposito dei genitori aggiunge: “Non ho un senso di colpa per loro, ma di responsabilità. Io non credo che la vita sia rovinata, da tutto si esce, a noi è capitata questa strana avventura. Se sogno una mia famiglia? Mi piacerebbe far vedere un nipotino ai miei, ma è stato un bene che io non mi sia costruito una famiglia negli ultimi anni perché se no ora ci sarebbero dentro anche loro”.
L’amicizia con Marco Poggi
Andrea Sempio, la cui partecipazione a Verissimo è stata a titolo gratuito secondo fonti Mediaset a FQMagazine, fa poi un breve cenno al suo ex avvocato Massimo Lovati (“Togliergli il mandato è stata una decisione molto difficile e sofferta. Avevamo un’idea diversa della linea difensiva. Io ho sempre affetto e stima per lui, ci siamo scambiati gli auguri di Natale”) prima di smentire di aver avuto un’infatuazione per Chiara Poggi: “Avevamo un rapporto che non andava oltre il semplice ciao. Non c’è mai stato nulla di tutto ciò, è un’altra delle tante cose che stanno montando per portare avanti questa telenovela”. Il ponte tra il 37enne e la vittima è sempre stato Marco Poggi, che Sempio annovera ancora oggi tra i propri amici: “L’amicizia è andata avanti, non ha mai dubitato di me. Con lui abbiamo sempre cercato di non parlare del caso perché è un evento doloroso. Ci siamo sentiti diverse volte, ed è sempre stato dalla mia parte. Ci si vede meno perché si è trasferito per lavoro. Appena ha saputo delle indagini mi ha chiamato: era dispiaciuto, lui sente che la nostra amicizia ha una responsabilità in questa vicenda. Ci siamo fatti forza a vicenda”.
Ma oggi come vive Andrea Sempio? “Lavoro, quello che manca è la parte di svago e uscita libera” spiega a Silvia Toffanin. “Io posso uscire in strada, ma sarebbe un disastro un aperitivo in centro con me a Pavia. È anche un discorso di cercare di proteggere le persone che mi stanno accanto. Devo sparire per non causare un danno agli altri”. I 45 minuti abbondanti di intervista volgono al termine, e la padrona di casa congeda il proprio ospite con la domanda secca: “Chi ha ucciso Chiara Poggi?”. Sempio non ha dubbi: “Io, ad oggi, credo Alberto Stasi. Per me la verità è quella”.
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