Sciopero taxi oggi 13 gennaio: stop di 24 ore e città a rischio caos, ma la categoria si divide
Sciopero taxi oggi 13 gennaio: stop di 24 ore e città a rischio caos, ma la categoria si divide
Oggi, martedì 13 gennaio, il trasporto pubblico non di linea si ferma in gran parte d’Italia. È in corso uno sciopero nazionale dei taxi, proclamato per l’intera giornata, dalle 8 alle 22, che potrebbe provocare disagi significativi per chi si sposta nelle grandi città, negli aeroporti e nelle stazioni. L’unica regione esclusa dall’astensione è l’Umbria.
La giornata non si limita allo stop del servizio: a Roma è prevista anche una manifestazione davanti a Montecitorio, con un corteo di taxi che attraverserà alcuni punti simbolici della Capitale. Ma dietro lo sciopero c’è una frattura sempre più evidente all’interno della categoria.
Perché i taxi scioperano: il nodo multinazionali e regole
Alla base della protesta c’è una questione che da anni divide il settore: la regolamentazione del trasporto pubblico non di linea. Le sigle promotrici dello sciopero contestano l’ingresso e il peso crescente delle multinazionali delle piattaforme digitali, accusate di operare in un quadro normativo poco chiaro e squilibrato.
Secondo i sindacati aderenti, il rischio è che il servizio taxi venga progressivamente snaturato, con concorrenza ritenuta sleale, regole diverse tra taxi e NCC e un ruolo sempre più marginale dei Comuni nella gestione del servizio.
Corteo e manifestazione a Roma: il percorso
A Roma lo sciopero assume anche una forte valenza simbolica e politica. Come annunciato da Federtaxi Cisal Roma, è previsto un corteo di circa 50 taxi, che seguirà un percorso preciso:
- partenza alle 8 dal “polmone taxi” dell’aeroporto di Fiumicino
- arrivo in piazza Bocca della Verità, dove sarà riservato un posteggio ai taxi
- spostamento verso piazza Capranica–Montecitorio, sede della manifestazione statica dalle 11 alle 16
Un’iniziativa pensata per portare la protesta direttamente davanti alle istituzioni, mentre il servizio resta sospeso in molte città.
Chi aderisce allo sciopero del 13 gennaio
L’astensione dal lavoro è sostenuta da un fronte molto ampio di sigle sindacali e associazioni di categoria. Tra quelle che hanno confermato l’adesione figurano, tra le altre, Federtaxi Cisal, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi, Ugl Taxi, Orsa Taxi, Unimpresa, Sul Taxi, Tam, Satam e Uritaxi.
Una partecipazione numericamente rilevante, almeno sulla carta, che però non fotografa l’intero settore.
Chi non sciopera: la linea del dialogo
A distinguersi nettamente sono Uri – Unione Radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi, che hanno deciso di non aderire allo sciopero. Il presidente Loreno Bittarelli motiva la scelta con le rassicurazioni ricevute in ambito parlamentare:
Secondo Bittarelli, il confronto con la politica sta producendo segnali concreti e interrompere il servizio non aiuterebbe a risolvere il problema. Anzi, rischierebbe di danneggiare ulteriormente l’immagine della categoria agli occhi dei cittadini.
Le accuse interne: “Chi sciopera protesta contro se stesso”
Il presidente di Uri e itTaxi va oltre, criticando apertamente le sigle promotrici dello sciopero. Secondo Bittarelli, le stesse associazioni oggi in piazza avrebbero contribuito nel 2019 a modificare la legge quadro 21/92, creando quel vuoto normativo che oggi denunciano.
Non solo. Viene contestata anche l’opposizione, da parte di alcune sigle, all’introduzione delle tariffe predeterminate, considerate invece fondamentali da Uri e itTaxi per garantire trasparenza dei prezzi e certezza delle regole per utenti e operatori.
“Serve una riforma, non bloccare le città”
Il cuore dello scontro è tutto qui. Per Bittarelli e per chi non sciopera, la soluzione non passa attraverso giornate di stop, ma da una riforma strutturale del settore, che chiarisca una volta per tutte:
- la distinzione netta tra taxi e NCC
- il ruolo centrale dei Comuni nella gestione del servizio
- un quadro normativo nazionale chiaro e stabile
Secondo il presidente di Uri, alla manifestazione nazionale parteciperà meno del 5% della categoria, un dato che evidenzierebbe una distanza crescente tra base operativa e sigle sindacali più radicali.
Cosa succede oggi per gli utenti
Nella pratica, la giornata di oggi potrebbe essere a macchia di leopardo. In alcune città il servizio sarà fortemente ridotto, in altre continuerà grazie agli operatori non aderenti allo sciopero. Chi deve spostarsi, soprattutto verso aeroporti e stazioni, è invitato a verificare in anticipo la disponibilità dei taxi e a valutare soluzioni alternative.
Lo sciopero del 13 gennaio, però, va oltre i disagi di una singola giornata: è il segnale di una categoria divisa, alle prese con una trasformazione profonda e ancora irrisolta del trasporto urbano in Italia.
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