Arretrati NoiPA: dal 21 gennaio diventano ufficialmente esigibili (AGGIORNAMENTO 15/01/2026)
Arretrati NoiPA: dal 21 gennaio diventano ufficialmente esigibili (AGGIORNAMENTO 15/01/2026)
Gli arretrati stipendiali legati al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022–2024 entrano nella fase decisiva. Dopo i primi giorni di attesa e le verifiche tecniche sui sistemi, da martedì 21 gennaio gli importi risultano giuridicamente esigibili per docenti, personale ATA e funzionari.
Un passaggio tutt’altro che formale: l’esigibilità segna infatti il momento in cui le somme spettanti diventano a tutti gli effetti credito certo del lavoratore, non più subordinato a controlli o validazioni successive.
Cosa significa “esigibili” su NoiPA
Dal 21 gennaio, gli arretrati visualizzati nell’area personale NoiPA non sono più semplici anticipazioni contabili. Si tratta di importi definitivi, che devono essere liquidati secondo il calendario fissato dal Ministero dell’Economia.
In concreto, questo vuol dire che eventuali ritardi non incidono più sul diritto al pagamento: le somme sono dovute e rientrano a pieno titolo nella retribuzione spettante.
Cedolino visibile e pagamento con emissione speciale
Già in questi giorni molti dipendenti della scuola stanno visualizzando il cedolino nella propria area riservata NoiPA, con la voce “Arretrati CCNL 22-24”. L’accesso può richiedere qualche minuto di attesa, ma una volta entrati gli importi risultano chiaramente indicati.
Il pagamento resta confermato tramite emissione speciale, con accredito previsto entro il 23 gennaio, salvo differenze tecniche legate ai singoli profili o alle posizioni dei supplenti.
Importi confermati per docenti e ATA
Le cifre esigibili dal 21 gennaio sono quelle già comunicate nei giorni scorsi e comprendono anche l’indennità di vacanza contrattuale 2022–2024 anticipata nei mesi precedenti. Per molti docenti si arriva a oltre 2.200 euro lordi, mentre per ATA e funzionari gli importi variano in base a profilo e anzianità.
Nessuna nuova decurtazione o ricalcolo è previsto in questa fase.
Un passaggio chiave, non un semplice anticipo
Il 21 gennaio rappresenta quindi uno snodo fondamentale: gli arretrati non sono più “in arrivo”, ma dovuti. Un passaggio che chiude una lunga attesa e segna uno dei primi effetti concreti del nuovo contratto scuola.
Ora resta solo l’ultimo passo: l’accredito sul conto. Ma, da oggi, il diritto al pagamento è nero su bianco.
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