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Venezuela, i marines Usa sequestrano la sesta petroliera nel giorno in cui Trump accoglie Machado

E sono sei. Con il sequestro della “Veronica” sono sei le petroliere che gli Stati Uniti hanno posto sotto sequestro. Una attività che si inquadra nell’operazione che ha portato all’arresto del presidente Maduro e della moglie, avvenuto il 3 gennaio. Il leader chavista e la consorte sono accusati di narco-terrorismo e traffico di cocaina.

A dare conferma del nuovo sequestro è stato il Comando meridionale Usa: “In un’altra azione prima dell’alba, i marines e i marinai della Joint Task Force Southern Spear, a supporto del Dipartimento della Sicurezza Interna, sono decollati dalla USS Gerald R. Ford (CVN 78) e hanno catturato la petroliera Veronica senza incidenti”.

L’azione di inquadra in quella che Washington stabilisce come una “quarantena” per le petroliere in entrata o uscita dal Venezuela, tanto che lo stesso Comando nel suo annuncio su X aggiunge: “La Veronica è l’ultima petroliera ad operare in violazione della quarantena stabilita dal presidente Trump per le navi sanzionate nei Caraibi, dimostrando ancora una volta l’efficacia dell’operazione Southern Spear. L’unico petrolio che uscirà dal Venezuela sarà quello coordinato in modo corretto e legale”.

La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno sequestrato tre petroliere legate al Venezuela, tra cui la Marinera conosciuta in precedenza come Bella-1 e battente bandiera russa. Questo intervento è avvenuto nell’Atlantico; altre due petroliere – Olina e Sophia – erano state sequestrate nei Caraibi.

Alcune di queste imbarcazioni, come la Marinera, fanno parte di quella che viene definita flotta-ombra, grazie alla quale la Russia ha continuato a trasportare petrolio aggirando le sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa in seguito all’invazione dell’Ucraina, avvenuta quattro anni fa.

Il raid a bordo della Veronica è avvenuto nella stessa giornata in cui il presidente Trump attende alla Casa Bianca la leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, vincitrice del premio Nobel. Il repubblicano ha definito l’oppositrice di Maduro una “combattente per la libertà”, ma ha respinto l’idea di accettare una sua guida del Venezuela sostenendo che Machado manca di un sostegno interno importante. I più maliziosi sostengono invece che Trump non perdoni a Machado l’aver ricevuto il Nobel per la pace che lui pensava di meritare. In ogni caso, la mancanza di sostegno di Machado in patria è una valutazione supportata anche dalla Cia, secondo cui un governo portato avanti tra coloro che avevano condiviso la guida chavista avrebbe avuto più riconoscimento dagli stessi venezuelani. Da lì il dialogo aperto con Delcy Rodriguez, che ha preso la guida del nuovo esecutivo a Caracas.

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