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ATP Adelaide 2026, Simone Bolelli ed Andrea Vavassori sconfitti in semifinale in doppio

Si ferma in semifinale il cammino di Simone Bolelli ed Andrea Vavassori, accreditati della sesta testa di serie, nel torneo di doppio dell’ATP 250 di Adelaide, in Australia, sconfitti dalla coppia numero 2 del seeding, formata dal finlandese Harri Heliovaara e dal britannico Henry Patten, i quali si impongono con lo score di 6-4 7-5 in un’ora e 22 minuti, ed affronteranno nell’ultimo atto i tedeschi Kevin Krawietz e Tim Puetz.

Nel primo set gli azzurri vincono i primi 7 punti giocati, ed alla seconda occasione centrano il break che vale il 2-0. Immediata la reazione di Heliovaara e Patten, che trovano il controbreak a quindici e poi firmano l’aggancio sul 2-2. La coppia italiana salva due palle break nel quinto game, rifugiandosi al deciding point per ottenere il 3-2, ma nel nono gioco, sul 4-4, gli azzurri si fanno rimontare da 40-15 e questa volta al punto decisivo cedono il servizio. I punti consecutivi di Heliovaara e Patten diventano sette e la prima frazione si chiude sul 6-4 per il finlandese ed il britannico dopo 36 minuti.

Nella seconda frazione sono Bolelli e Vavassori i primi ad andare in difficoltà al servizio, quando nel quinto game devono risalire da 15-40 e salvarsi al deciding point per tenere la battuta. L’equilibrio, invece, si spezza dell’undicesimo gioco, quando gli azzurri dal 30-30 perdono due punti consecutivi, cedendo il servizio. Nel dodicesimo game gli italiani lottano fino al 30-30, poi devono capitolare, ed Heliovaara e Patten possono festeggiare l’approdo in finale sul 7-5 dopo 46 minuti.

Le statistiche sorridono al finlandese ed al britannico, che vincono 63 punti contro i 53 degli azzurri, sfruttando tre delle otto palle break avute a disposizione e concedendone appena due, nello stesso game, alla coppia italiana, che dopo il 2-0 del primo set non se ne procurerà più. A fare la differenza in favore di Heliovaara e Patten è la resa con la seconda di servizio, con cui si attestano al 73%, contro il deficitario 36% di Bolelli e Vavassori.

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