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Di Pietro scatenato contro l’Anm: «È la matrigna cattiva del Csm. Sul referendum falsificazione criminale dei fatti»

Una «matrigna cattiva» del Csm che, sebbene non prevista dalla Costituzione, «decide chi promuovere e chi no» e che sul referendum ha messo in campo «una truffa elettorale». Antonio Di Pietro,  testimonial del “Comitato Sì si separa”, è scatenato contro l’Anm che, come «associazione privata ha il diritto di esprimere tutte le idee che vuole», ma «il diritto di critica non è diritto di falsificazione criminale dei fatti».

Di Pietro scatenato contro l’Anm

Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex pm convintamente schierato per il Sì al referendum, spiega di non avere particolare interesse per la denuncia penale contro la campagna per il no che sostiene che invita i cittadini a votare no per non avere «giudici che dipendono dalla politica». A presentarla qualche giorno fa sono è stato il comitato radicali Pannella, Sciascia, Tortora in riferimento all’articolo 656 del codice penale, che sanziona chi diffonde informazioni «esagerate, in grado di turbare l’ordine pubblico».

I giudici assoggettati alla politica? «Una falsificazione criminale dei fatti»

«Non mi interessa la denuncia penale, ma morale di magistrati che per il loro status hanno maggiore credibilità. E se dicono “il pm non sarà più indipendente” i cittadini ci credono. Invece è falso. Ed è più riprovevole detto da loro», spiega Di Pietro, avvertendo che «non puoi dire che la luna è quadrata usando furbescamente la credibilità che si è guadagnato chi ti ha preceduto, magari perdendo la vita». Nella riforma, ricorda, non c’è nessun assoggettamento del pm alla politica e fare finta che ci sia, come fa l’Anm, è una «truffa elettorale».

Il sorteggio «recide il cordone tra il Csm e l’Anm, la sua matrigna cattiva»

Nel merito, l’ex pm sottolinea che «sappiamo che il punto non è la separazione delle carriere», ma il sorteggio «che recide il cordone ombelicale tra il Csm e la sua matrigna cattiva». Vale a dire l’Anm. Di Pietro sottolinea che «la Costituzione prevede tre poteri. Sono diventati tre più uno: l’Anm». «Un’associazione privata» che però «decide chi promuovere e chi no». E «non sempre per meritocrazia ma spesso per lottizzazione delle correnti». «A quel punto – aggiunge – non rispondi più solo alla legge, ma all’associazione privata che ti ci ha messo». «Ne ho viste molte di entità del genere», prosegue Di Pietro, che alla richiesta di Virginia Piccolillo, che forma l’intervista, di dettagliare risponde con un «mi mordo la lingua, ma non lo dico».

Quanto all’ipotesi di un Csm indebolito dalla riforma, Di Pietro replica che sarà l’esatto opposto: «Sarà più forte perché l’Anm si è impossessata del sistema e gestisce anche le sanzioni ai magistrati più scomodi. In Mani pulite ho visto un sistema clientelare in politica. Se da assessore volevi diventare ministro dovevi accondiscendere il sistema. Con l’Anm è la stessa cosa» e uscirne equivale a chiudere la carriera.

 

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