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João Fonseca sogna il numero 1 del mondo: “Posso farcela. Voglio fare la storia del tennis brasiliano”

La voglia di vedere João Fonseca di nuovo in campo è tanta, anche se il suo inizio di stagione è stato condizionato da una fastidioso problema alla schiena. Il talento brasiliano, però, non perde l’entusiasmo né la fiducia nel futuro, come racconta in una recente intervista rilasciata a The Guardian. L’obiettivo è chiaro: tornare al 100% e farsi trovare pronto per i grandi appuntamenti, con lo sguardo già rivolto all’Australian Open 2026.

Fonseca è oggi uno dei volti più promettenti del tennis mondiale. A distanza di dodici mesi dalla sua esplosione, è già testa di serie nei tornei dello Slam e vanta due titoli ATP in bacheca. Un percorso rapido, ma che lui vive senza fretta e senza paragoni. Il giovane brasiliano non ha paura di dichiarare apertamente le sue ambizioni. “Il mio sogno è diventare numero 1 del mondo, vincere titoli del Grande Slam e fare la storia per il Brasile”, confessa.

Sa bene che il cammino sarà lungo e complesso, ma la convinzione non manca: “È un sogno difficile, ma credo che sia possibile e sto facendo tutto il necessario per raggiungerlo”. Un punto fermo del suo percorso è il rifiuto dei confronti: “Non sono un fan delle comparazioni. Voglio scrivere la mia storia“.

Il mondo del tennis ha iniziato a parlare seriamente di lui dopo l’indimenticabile vittoria contro Andrey Rublev agli Australian Open del 2025, un match che ha segnato un prima e un dopo nella sua carriera. “È stato semplicemente incredibile. Ero convinto di poter vincere, anche se era il match più importante che avessi mai giocato”, racconta Fonseca. Il fatto di non essere favorito gli ha permesso di giocare libero: “Non avevo pressione. Ho fatto il mio gioco, quello di un ragazzo di 18 anni che voleva solo divertirsi“.

La vittoria contro Rublev non ha stravolto la sua personalità, ma ha cambiato tutto attorno a lui. “La mia vita non è cambiata internamente, ma all’esterno sì. Molte più persone hanno iniziato a seguirmi e a conoscermi“. Anche la fiducia è cresciuta: “Il ranking è salito e il livello mostrato mi ha dato molta più sicurezza“.

Un momento che resterà indelebile è il racconto dei genitori: “Quando sono tornati a casa mi hanno detto: ‘Non sai com’è ora il Brasile, tutti ti conoscono’“. Fonseca segue con attenzione i grandi del circuito. La finale del Roland Garros tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz lo ha colpito profondamente. “È stato un tennis brillante, un livello incredibile“.

Non nasconde la distanza attuale, ma nemmeno l’ambizione: “Sto lavorando ogni giorno al 100%. Spero che un giorno possa giocare a quel livello, magari contro di loro in una finale“. Per riuscirci, sa dove migliorare: “Devo crescere in consistenza, responsabilità e soprattutto mentalità. È la cosa più importante”.

La schiena resta un’incognita, ma Fonseca affronta la situazione con maturità. “Ogni giorno mi sento meglio. Devo rispettare il mio corpo e prendere la decisione giusta”. La priorità è la carriera: “Voglio giocare ancora 15 anni. A volte bisogna aspettare, fa parte del processo“. Tra le esperienze più formative, Fonseca cita gli allenamenti con Carlos Alcaraz in Florida. “È stato fantastico vedere come gestisce i punti importanti”. Oltre al campo, anche il lato umano: “È una persona umile, un’ispirazione per la nuova generazione“.

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