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I MATADOR

A Torino la Roma non ha solo vinto. Ha mandato un messaggio. Forte, chiaro, inequivocabile. Il 2-0 sul campo dei granata è una vittoria che pesa più dei tre punti, perché racconta una squadra che ha finalmente colmato una lacuna enorme e ora può guardare avanti con ambizioni reali.

Donyell Malen era l’uomo che mancava. Gasperini lo voleva a ogni costo, i Friedkin hanno deciso di investirci nel mercato di riparazione e la risposta del campo è stata immediata. Un gol annullato per un fuorigioco millimetrico, poi un altro segnato pochi minuti dopo, a conferma che quello che stavamo vedendo non era frutto del caso. Movimenti, profondità, presenza continua.

“Ma chi abbiamo preso?”, si sente urlare dalla panchina giallorossa. L’impatto dell’olandese è devastante. Con Malen la Roma ha finalmente un riferimento offensivo vero, quello che era mancato per tutta la prima parte della stagione. E la differenza si vede, eccome se si vede.

Accanto a lui c’è un Paulo Dybala ritrovato. In condizione, ispirato, decisivo. Il tandem con Malen funziona subito: si cercano, si trovano, mandano in confusione la difesa granata soprattutto nel primo tempo. È un’intesa che nasce naturale, fatta di qualità e giocate intelligenti, e che cambia il volto dell’attacco giallorosso.

Quando il Torino prova a rientrare in partita, nel momento di massima spinta e di maggiore pressione, arriva la zampata del campione. Dybala colpisce al momento giusto, spegne l’inerzia avversaria e chiude di fatto la gara. Il Toro è matato. Da lì in poi è dominio Roma, con la sensazione costante che il terzo gol possa arrivare da un momento all’altro. Lo sfiora anche Robinio Vaz, altro volto nuovo del mercato, ma il suo destro è troppo centrale.

È una vittoria pesante anche dal punto di vista simbolico. L’eliminazione in Coppa Italia, arrivata proprio contro il Torino pochi giorni fa, viene vendicata sul campo. E in classifica la Roma resta nelle zone altissime, consolida il quarto posto e stacca la Juventus di tre punti. Non dettagli. Segnali.

Giovedì tornerà di scena l’Europa League, con lo Stoccarda ospite all’Olimpico, poi sarà il Milan a testare nuovamente le ambizioni giallorosse. Fin qui la Roma ha sempre fallito gli scontri diretti, segno evidente di una squadra competitiva ma incompleta, soprattutto lì davanti, dove quando il livello si alzava mancava sempre qualcosa per fare la differenza. Adesso, però, lo scenario è cambiato. Con questo Malen e con un Dybala finalmente in condizione, la Roma ha armi diverse, più credibili. E affrontare una big non sembra più una montagna così dura da scalare.

Giallorossi.net – Andrea Fiorini

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