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Stadio Roma, Pietralata si trasforma: "Due parchi al centro del progetto"

A parte lo stadio, il progetto della Roma per Pietralata ha un'eccezionale valenza ambientale: parchi sono due, il primo, quello chiamato "centrale", che è un po' il cuore pulsante del progetto. E il secondo, che nelle carte depositate dalla Roma in Campidoglio lo scorso 21 dicembre è stato chiamato "Parco Pubblico". Il Centrale offrirà un mix di spazi verdi, attività ricreative e punti ristoro e creando una connessione pedonale fra lo stadio e l'area del Roma Technopolo. (...) E il Bar del Parco: un punto di ristoro aperito non solo in occasione delle gare di calcio. Quando ci sono le partite, sarà «il bar per i tifo-si» e negli altri giorni potrà ospitare varie attività, dai mercatini allo spazio per i gruppi di fitness all'aperto. L'altro, quello pubblico, ospita ovviamente il catino dello stadio con tutte le sue pertinenze. Al suo interno ci saranno il cosiddetto "boulevard sud" che corre parallelo a via dei Monti Tiburtini , la zona nord dedicata ai tifosi della squadra ospite. E, soprattutto, il "podio", cioè la piattaforma sulla quale si innalza il catino dello stadio e che rappresenta l'area di massima sicurezza degli spettatori». Fra gli elementi che i progetti-sti della Roma hanno curato con particolare attenzione c'è quello della sostenibilità ambientale e della tutela della biodiversità. Per questo, ad esempio, è stata prestata la massima cura alla scelta delle pavimentazioni per gli spazi aperti, all'irrigazione delle aree verdi con il riutilizzo delle acque piovane. (...) La Roma e i suoi tecnici hanno predisposto un piano di compensazione di una cinquantina di pagine più altrettante di allegati, per «definire le misure di compensazione idonee a garantire il recupero funzionale delle componenti forestali, attraverso un vero e proprio rimboschimento che ricrei la struttura ecolo-gica originaria» degradatasi nel corso dei decenni. (...) Tradotto: roverelle, lecci, sugheri, olmi fra gli alberi e rosa canina, viburno e altre essenze come arbustive. Il tutto verrà pianificato «evitando schemi troppo regolari o troppo geometrici» mettendo a distanza le piante distanziate di circa 2 metri un cespuglio dall'altro e di 4 metri un albero dall'altro con una linea sinusoidale arrivando a una densità di circa 1.500 piante per ettaro. (...)

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