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Tre incidenti in 3 giorni: sciopero dei macchinisti in Spagna. “Abrasioni sulle ruote del treno deragliato ad Adamuz”

Tre incidenti ferroviari in appena tre giorni hanno scosso la Spagna e scatenato polemiche sulla sicurezza della rete e la rivolta dei macchinisti, che hanno proclamato tre giorni di sciopero dall’8 all’11 febbraio. Mentre dall’indagine sulla strage di Adamuz, dove un ‘Frecciarossa’ Iryo deragliato ha colpito un convoglio Avia della statale Renfe, causando almeno 43 morti accertati, vengono ufficializzati dagli nuovi inquietanti elementi che Ilfattoquotidiano.it aveva svelato nell’immediatezza dell’incidente e che sembrano confermare la dinamica ipotizzata nelle ore successive all’impatto. Già lunedì, questo sito aveva dato conto di “segni” presenti sulle ruote delle prime carrozze del treno, ora il ministro dei Trasporti Oscar Puente ha detto pubblicamente: “Abbiamo riscontrato incisioni di circa un millimetro dei primi vagoni dell’Iryo e segni analoghi anche su altri due o tre treni transitati prima sullo stesso tratto”.

Le abrasioni confermerebbero la tesi di un cedimento dei binari ad Adamuz, al chilometro 318 della linea di alta velocità Madrid-Siviglia. Come spiegato negli scorsi giorni, il lavoro degli investigatori si sta concentrando sui lavori di saldatura della rotaia. Un dettaglio nuovo emerge dal ritrovamento, da parte della Guardia Civil, di un carrello immerso parzialmente in un ruscello a circa 270 metri dalla linea ferroviaria, vicino al punto dell’incidente. La società Adif che amministra le ferrovie in Spagna lo ha confermato, senza però precisare quando fosse stato localizzato. Mentre la Commissione di indagine sugli incidenti ferroviari (Ciaf), ha richiesto i registri della circolazione dei treni ad Adamuz nei due giorni precedenti, per verificare eventuali anomalie.

Tuttavia il direttore di Traffico di Adif, Angel Garcia de la Bandera, ha assicurato che “a priori non è stato riscontrato alcun guasto” sulla linea Madrid-Siviglia che evidenzi una relazione con l’incidente”, insistendo sull’investimento di 700 milioni di euro per i lavori di ammodernamento della rete terminati nel maggio 2025. I sindacati dei macchinisti, assieme al maggioritario Semaf CcOo e Ugt, denunciano “il deterioramento del servizio ferroviario, che mette a rischio vite umane”. E chiedono garanzie di sicurezza, revisione integrale delle linee, fine dell’esternalizzazione della manutenzione e limitazioni di velocità nei tratti a rischio, fino al completamento dei controlli. Adif ha prima revocato e poi confermato il limite temporaneo di 160 km orari sulla linea ad alta velocità Madrid-Barcellona, esteso anche a un tratto di quella Madrid-Valencia, dopo le segnalazioni di anomalie e criticità dei macchinisti.

Ma con la protesta cresce anche la pressione politica: l’opposizione critica il governo per la mancata attuazione delle direttive europee sulla sicurezza ferroviaria. Il partito ultraconservatore Vox – l’unica forza politica che non ha aderito al lutto nazionale di tre giorni per le vittime della sciagura in Andalusia – accusa il premier Sanchez di essere il responsabile. Il ministro dei Trasporti ha invitato alla cautela: “Non si farà nessuna speculazione: parlare delle cause prima delle conclusioni tecniche è azzardato e poco rispettoso delle vittime e delle famiglie”. Una cerimonia di Stato in loro memoria è stata fissata il 31 gennaio a Huelva, con la partecipazione del premier e del governatore andaluso Juanma Moreno.

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