Chiaverano, la vigilessa testimonia contro il sindaco in aula ma ammette: «Ho fatto le indagini su Facebook»
CHIAVERANO. «Non ho elementi oggettivi per determinare quante persone c’erano al raduno dei camper e a quanto ammontava l’incasso. Abbiamo incrociato le ricevute con le informazioni presenti su Facebook dove veniva comunicato un sold out. La nostra è una stima».
Il sindaco di Chiaverano, Maurizio Tentarelli, 45 anni, è a processo per peculato per la gestione dell’area camper nel periodo in cui era vice sindaco del paese. La vigilessa che ha svolto le indagini, però, Erika Amato, durante l’udienza che si è tenuta ieri, giovedì 22 gennaio, a Ivrea ha vacillato davanti alle domande dell’avvocato difensore Celere Spaziante. Eppure il nucleo era semplice: «Come siete arrivati a stabilire la cifra di 4.416 euro che viene contestata al mio assistito?». La risposta è stata spiazzante: utilizzando dei blocchetti rilasciati come ricevute, ma senza alcun timbro o firma e incrociandoli a posteriori con alcuni dati presenti su Facebook, dove si indicava un sold out, in quei giorni dell’area camper.
«Erano 52 posti occupati, così siamo risaliti alla cifra», ha spiegato Amato. Le “ricevute” dei blocchetti sembra fossero utilizzate nell’area camper supplire ai frequenti disservizi alla macchina automatica che, secondo quanto risulta da numerose testimonianze, aveva anche subito delle manutenzioni. Ecco Tentarelli è accusato di essersi appropriato dei soldi pagati a mano dagli utenti dell’area camper di Chiaverano. Siamo nel periodo che va da maggio 2021 a maggio 2022. Allora Maurizio Fiorentini, che lo ha denunciato, era sindaco, Tentarelli era vice sindaco. Ed erano rimaste misteriose le dimissioni del numero due del Comune di Chiaverano, sempre in prima linea in paese, nel mese di giugno 2022, con rinuncia alle tante deleghe, per motivi di carattere personale. O almeno così era stato detto.
In sede testimoniale poi Fiorentini aveva offerto una spiegazione diversa: «Quando abbiamo scoperto l’accaduto abbiamo convocato Tentarelli, abbiamo chiuso l’area camper e gli abbiamo chiesto di rimettere le deleghe, e allora avremmo fatto passare quanto accaduto per motivi personali, oppure gliele avrei tolte io, dichiarando però i motivi». Probabilmente, si trattò di un modo per lasciare alla giustizia il tempo di fare il suo corso.
Nel frattempo a Chiaverano Tentarelli è stato eletto sindaco, con il 57,3% dei consensi, nonostante la vicenda fosse già di pubblico dominio. Tanti si sono schierati a suo favore, compreso l’attuale vice sindaco, Erino Mignone, che aveva detto: «Io sto con Tentarelli», in un post Facebook dove ribadiva l’estraneità ai fatti di quello che poi sarebbe diventato il suo sindaco.
Ieri in tribunale Mignone sedeva accanto all’avvocato di parte civile Marco Pinato, che tuttavia si è costituito proprio contro Tentarelli, per quantificare il danno che avrebbe fatto al Comune di Chiaverano. L’amministrazione è stata dichiarata presente in aula all’appello, nella persona di Mignone, contro l’attuale sindaco, davanti al collegio presieduto dalla giudice Stefania Cugge.
Insieme a Tentarelli sono a processo anche Roberto Bartolomeo Pero di Chiaverano e Danilo Benedetto di Chieri, difesi dagli avvocati Maurizio Riverditi e Cinzia Persico, per il solo episodio del raduno dei camperisti.