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Konecta, incontro con l’azienda rinviato. La Regione: formazione e digitalizzazione

IVREA. Slitta di una decina di giorni l’incontro con i vertici di Konecta, l’azienda che ha annunciato l’intenzione di chiudere le sedi di Ivrea, dove operano circa 700 lavoratori, e di Asti, che occupa altri 400 addetti. Il rinvio è stato concordato tra Regione Piemonte e azienda, con la motivazione di disporre di più tempo per preparare un confronto strutturato e un’interlocuzione approfondita.

Nonostante l’assenza di Konecta, mercoledì mattina si è comunque svolto il tavolo istituzionale convocato dalla vicepresidente della Regione Elena Chiorino, con deleghe al lavoro e alla formazione, al grattacielo della Regione. All’incontro hanno partecipato l’assessore Maurizio Marrone, i sindaci di Asti e Ivrea, Maurizio Rasero e Matteo Chiantore, il delegato della Città Metropolitana di Torino Pasquale Mazza, oltre alle organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e ai sindacati dei lavoratori somministrati. Il tavolo ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni e sindacati per fare il punto sulla situazione e sulle condizioni dei lavoratori coinvolti.

Nel corso della riunione è emersa la volontà di individuare soluzioni concrete a tutela dell’occupazione, nella consapevolezza delle ricadute sociali e territoriali che una eventuale chiusura o lo spostamento delle attività comporterebbero. La Regione Piemonte ha ribadito la propria disponibilità ad accompagnare questa fase complessa, anche attraverso percorsi di formazione mirata e di riqualificazione delle competenze dei lavoratori, in un settore, quello delle telecomunicazioni, in continua trasformazione e sempre più legato ai processi digitali.

Su questo fronte si inseriscono le dichiarazioni dell’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone, che ha richiamato le risorse disponibili per la digitalizzazione. «Siamo pronti a ripartire 3,7 milioni di euro, provenienti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per promuovere la digitalizzazione dei servizi delle ATC agli inquilini e per aiutare i servizi socio-assistenziali dei Comuni piemontesi a dotarsi di cartelle informatizzate», ha spiegato. Un intervento che, secondo la Regione, potrebbe contribuire a dare ossigeno a un settore in difficoltà e a contrastare il rischio di un’emergenza occupazionale.

Dal fronte sindacale, Alberto Revel della Slc Cgil ha sottolineato «come la partita centrale sia quella della digitalizzazione, ambito nei quale esistono già risorse e possibili bandi, a partire dagli archivi cartacei di Atc e dai servizi comunali. L’obiettivo indicato è quello di investire energie in un settore in crisi, accompagnando i lavoratori con percorsi formativi adeguati. Detto questo la vertenza dovrà chiudersi con il ritiro degli esuberi annunciati e il mantenimento delle sedi di Ivrea e Asti».

Sulla vicenda è intervenuto anche il Partito democratico in consiglio regionale. La capogruppo Gianna Pentenero, insieme ai consiglieri Alberto Avetta e Fabio Isnardi, ha ribadito la vicinanza ai lavoratori e annunciato la richiesta di un’informativa dell’assessora Chiorino in aula. «Auspichiamo – hanno dichiarato – che venga individuata una soluzione che eviti lo spostamento di 700 dipendenti da Ivrea e di oltre 400 da Asti a Torino. Sarebbe un colpo durissimo per il Canavese e l’Astigiano». Una posizione che richiama la necessità di difendere non solo i posti di lavoro, ma intere comunità già segnate da crisi industriali e perdita di occupazione.

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