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Jasmine Paolini conferma lo scarso feeling con gli Australian Open. Lavori in corso con Sara Errani

Con l’uscita di scena di Jasmine Paolini è terminata la presenza italiana nel singolare femminile agli Australian Open 2026, che già era ridotta a sole due unità con la discesa in classifica di Lucia Bronzetti, la sua estrema sfortuna nelle qualificazioni (basta il nome: Sloane Stephens) e l’eliminazione di Elisabetta Cocciaretto al primo turno con estrema autocritica.

Per la toscana, ad oggi, il livello numerico dice che lo Slam di Melbourne è il peggiore in quanto a percentuale di vittorie totale: il 47% (7 vittorie e 8 sconfitte). Un torneo, questo, che per lei ha anche un po’ il sapore del paradosso. Dal 2017 al 2023, tra qualificazioni e main draw, zero vittorie. Nel 2024, invece, Melbourne Park ha visto l’inizio di quella che poi è diventata la cavalcata verso i piani alti del ranking WTA.

Eppure, nelle ultime due annate, il copione è stato lo stesso: bene nei primi due turni, il terzo ostacolo insormontabile. Anche se proprio a livello di terzi turni l’andamento è stato ben differente: in un caso dall’altra parte della rete c’era Elina Svitolina, con l’ucraina in grado di rimontare un set di svantaggio, nell’altro Iva Jovic, americana diciottenne che ha confermato le buone premesse che ci sono sul suo nome.

Al netto di tutto ciò, però, non si può non citare un fattore esterno, rimarcato dalla stessa Paolini nelle dichiarazioni del dopopartita. Molto semplicemente, come si è anche visto nel primo set, è arrivato un problema di digestione spiegato in maniera anche piuttosto dettagliata. Questo, unito alla tensione, ha giocato un ruolo importante in un match che già non partiva con i crismi della facilità assoluta. E anche in questo caso dell’autocritica c’è chiaramente stata, almeno per quel che riguarda la gestione del prepartita.

Adesso per lei ci sarà l’accoppiata dei tornei di Doha e Dubai, quelli che l’anno scorso non hanno portato particolare fortuna anche per via di un certo rischio di infortuni. Poi l’accoppiata Indian Wells-Miami, con il secondo torneo nel quale Jasmine difende la semifinale. Sono tutte buone occasioni prima di riprendere la via del rosso, quella dove c’è una larga fetta di cambiali da scontare.

Intanto, però, l’immediato futuro consente ancora di riportare a Melbourne, dov’è ancora in corso (anzi, è agli inizi vista la solita programmazione discutibile degli Slam in questo senso) il cammino in doppio con Sara Errani. Che, da quest’anno, è anche nell’angolo con il compito di curare la parte strategica, mentre il resto è lasciato alle mani di Danilo Pizzorno. Chiaramente la situazione è ancora di lavori in corso, nel senso che un mese non può certamente bastare a definire com’è la situazione e dove stia andando questa sorta di nuova-vecchia struttura, che comunque nel finale di 2025 aveva avuto il pregio di donare stabilità alla numero 1 d’Italia.

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