Jacques Moretti è nella sua villa vicino a Crans-Montana dopo la scarcerazione. I parenti delle vittime: “Frustrazione”
Jacques Moretti è nella sua villa di Lens, una manciata di chilometri da Crans-Montana, dopo la scarcerazione decisa venerdì dalle autorità svizzere. Il proprietario de Le Contestellation è stato immortalato nell’abitazione dalle telecamere del Tg2. Nei dintorni della casa nulla di particolare: ci sono solo alcuni giornalisti. Ma è a distanza di chilometri che fa rumore la sua uscita dalla prigione dopo il pagamento della cauzione da parte di un “caro amico”. Nel giro di qualche ora la notizia ha innescato una valanga di reazioni diventate man mano un vero e proprio scontro diplomatico tra Italia e Svizzera.
Il governo italiano in coro, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, ha parlato di “vergogna” e di “oltraggio alle vittime”. Quindi Roma è passata all’attacco richiamando l’ambasciatore italiano in Svizzera. Una mossa senza precedenti, con il ministro degli Esteri che ha rincarato la dose parlando di giustizia “svenduta” per 200mila franchi, cioè il valore della cauzione che ha permesso a Moretti di tornare libero nonostante sia accusato per la strage dei 40 giovani deceduti nel rogo del suo locale durante la notte di Capodanno. “La politica – è stata la risposta del presidente federale svizzero Guy Parmelin – non deve interferire con la giustizia. Comprendiamo l’indignazione ma abbiamo procedure diverse dall’Italia”.
“Ci fa piacere il forte intervento del governo italiano. Non sappiamo come questo si estrinsecherà ma è chiaro che il danno è fatto, non si torna indietro”, ha detto Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei feriti ricoverati a Niguarda, che ha anche parlato con i genitori di Riccardo Minghetti che è invece deceduto. Una scelta delle autorità svizzere che lascia “frustrati” i parenti delle vittime e dei feriti del rogo di Capodanno: da un lato “la Confederazione sembra mandare un messaggio che va in una direzione con il Presidente che ascolta i familiari delle vittime, e dall’altra non si percepisce la volontà di riabilitarsi dopo questa tragedia”, come se volesse “nascondere la polvere sotto il tappeto”, ha aggiunto Marcucci.
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