Virus Nipah, può diventare il nuovo Covid? Cosa sappiamo su sintomi, trasmissione e rischi
Il virus Nipah (NiV), portato dai pipistrelli della frutta, è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità uno dei patogeni più temuti: appartiene alla famiglia degli henipavirus a Rna, nota per l’elevata mortalità e il rischio di focolai epidemici. Dall’inizio del 2000, Nipah ha provocato episodi ricorrenti in Asia, principalmente in India e Bangladesh, con centinaia di casi documentati e tassi di mortalità che possono arrivare fino al 75%. I sintomi principali includono febbre alta, mal di testa, tosse, affaticamento e, nei casi più gravi, encefalite, insufficienza respiratoria e complicazioni neurologiche. A volte si può presentare una polmonite atipica, che può progredire verso la sindrome da distress respiratorio acuto. In oltre il 20% dei pazienti che sopravvivono alla malattia si verificano postumi neurologici con convulsioni e alterazioni della personalità e dell’umore. La trasmissione può avvenire direttamente dai pipistrelli all’uomo o attraverso animali intermedi, come suini, e in alcuni focolai è stata documentata la trasmissione inter-umana, compresi contagi ospedalieri, con possibile diffusione anche per via aerea.
I casi del 2025-2026
Negli ultimi mesi le autorità sanitarie indiane hanno riportato nuovi focolai di virus Nipah, sottolineando la persistenza del rischio in alcune aree del paese. All’inizio del 2026, nello stato del Bengala occidentale, sono stati confermati almeno cinque casi di Nipah in pochi giorni, con due infermiere ricoverate in condizioni critiche e circa 100 persone messe in quarantena per precauzione mentre le autorità cercano di contenere la diffusione. In parallelo, anche lo stato di Kerala, storicamente uno dei principali punti caldi per Nipah in India, ha visto molti casi nel 2025, con infezioni accertate e centinaia di contatti tracciati con protocolli di sorveglianza intensificati da parte delle autorità sanitarie. L’India ha infatti messo in campo un grande dispiegamento di squadre di emergenza e l’implementazione di misure di contenimento e tracciamento dei contatti, vista l’elevata mortalità associata al virus.
«Non siamo di fronte ad una situazione nuova, perchè il virus Nipah è presente da decenni nel sud-est asiatico, mentre non si registrano casi in Occidente. Tuttavia, si tratta di un virus che l’Oms ha attenzionato inserendolo tra i virus considerati di priorità alta per la sua letalità e per il rischio di eventuali mutazioni. E’ dunque un virus da non sottovalutare data la gravità clinica che può determinare, però attualmente non c’è una situazione di allarme ed i cluster in Asia sono al momento circoscritti. Per cui nulla di nuovo, ma certamente la situazione richiede la dovuta attenzione e cautela». Così ha dichiarato alle agenzie l’epidemiologo Gianni Rezza, professore di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in merito ai nuovi casi di malattia da virus Nipah registrati in questi giorni in India.
Al momento nessun pericolo al di fuori dell’area endemica
Il virus Nipah è considerato altamente pericoloso, tanto da essere classificato come agente di biosicurezza livello 4, lo stesso livello di altri henipavirus emergenti come Hendra e Langya, quest’ultimo isolato in Cina. Langya, però, finora non ha mostrato trasmissione inter-umana, e questa caratteristica lo rende meno minaccioso rispetto a Nipah. Al momento, per Nipah non esistono vaccini né antivirali approvati, e la gestione dei pazienti si concentra sul trattamento dei sintomi e delle complicazioni, soprattutto respiratorie e neurologiche. Nel film “Contagion”, del 2011, si imamaginava una trasformazione di un’epidemia -proprio di virus Nipah- in pandemia globale. La ricerca internazionale, tuttavia, continua a lavorare su vaccini e terapie mirate, data la pericolosità del virus e il suo potenziale di epidemia. La sorveglianza globale degli henipavirus è fondamentale: ogni nuovo virus della stessa famiglia fornisce informazioni utili per prevenire la comparsa di focolai simili. Nonostante la pericolosità di Nipah, che è un virus respiratorio a Rna, leggero come Sars-CoV2, il rischio per la popolazione fuori dalle aree endemiche rimane basso, con la prevenzione concentrata sulla limitazione del contatto con pipistrelli e animali infetti.