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Sequestrato il Quattro Passi di Nerano, l’unico 3 stelle Michelin del Sud noto per Masterchef e il matrimonio di Bezos

Sono l’unico Tre Stelle Michelin del Sud e l’anno scorso hanno ospitato la più importante puntata in esterna di Masterchef. Al ristorante Quattro Passi di Nerano, frazione marina di Massa Lubrense, si viveva un’esperienza culinaria e turistica da sogno: piatti prelibati, camere al piano superiore, area parcheggio, piscina. Lusso e bellezza per palati fini e portafogli molto gonfi, tipo quelli di Jeff Bezos e Magic Johnson, con il primo che ha scelto gli chef per il suo matrimonio e l’altro che si attovagliò davanti al mare un paio di estati fa. Ora era chiuso per la pausa invernale, e non è detto che riaprirà: sul complesso turistico-recettivo, lustro della costiera sorrentina, si è infatti abbattuta la scure della magistratura di Torre Annunziata. In queste ore i carabinieri della compagnia di Sorrento, agli ordini del capitano Mario Gioia, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo del complesso edilizio, finalizzato alla confisca, per il reato di lottizzazione abusiva.

Indagati lo chef Antonio Mellino e la moglie

Due gli indagati, il proprietario Giovanni Antonio Mellino, chef insieme al figlio Fabrizio, e la signora Rita Vinaccia, moglie di Mellino senior rappresentante legale della società che amministra il ristorante. “Condotta tuttora in corso”, si legge nel capo di imputazione. Secondo le tesi inquirenti della procura – pm Matteo De Micheli, procuratore Nunzio Fragliasso – il Quattro Passi è lievitato a vista d’occhio attraverso una sequela ininterrotta di illeciti edilizi “accertati a decorrere dal 16 febbraio 1982” che si sono “protratti in modo continuativo sino all’8 ottobre” dello scorso anno, si legge nel decreto di 32 pagine firmato dalla giudice per le indagini preliminari Emanuela Cozzitorto.

Le accuse al Comune di Massa Lubrense

Un documento che è un j’accuse anche nei confronti del Comune di Massa Lubrense che ha avuto “una condotta quanto meno negligente”, ha spiegato il procuratore Fragliasso. Dagli uffici municipali avrebbero infatti approvato condoni e sanatorie ottenuti “attraverso un artificioso frazionamento delle domande” censurato dal consulente della Procura, l’architetto Ciro Oliviero, in un rapporto ultimato il 14 gennaio. Frazionamento “finalizzato ad ottenere formalmente plurime volumetrie singolarmente, ma non cumulativamente condonabili, (come) è confermato dal consolidato orientamento giurisprudenziale sul punto”. Il passaggio va letto anche alla luce di una recente inchiesta su condoni fasulli a Massa Lubrense, che ha costretto alle dimissioni l’assessore al Condono.

Il tentativo (fallito) di mettersi in regola

Agli ultimi controlli di tecnici comunali e della procura, avvisaglie del temporale precipitato stamane, l’anno scorso gli amministratori del Quattro Passi hanno provato ad aprire l’ombrello di alcune Scie di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. Bocciate senza pietà dal giudice che le ha definite “un’iniziativa strumentale e interferente rispetto al procedimento repressivo già avviato dal Comune per lottizzazione abusiva”.

L’accusa: “Si erano estesi a fondi contigui”

Forse il passaggio più grave del decreto è quello che descrive come la lottizzazione si fosse estesa anche “a fondi contigui” di proprietà di altre persone che “risultano funzionalmente inglobati nell’assetto complessivo mediante opere di accesso, percorrenza e collegamento, confermando l’estensione della trasformazione urbanistica all’intero ambito territoriale”. È la storia di una sorta di tunnel – che fu oggetto di un esposto del Wwf presieduto da Claudio d’Esposito – per collegare alcune proprietà di Mellino a monte e a valle della strada, ovvero “la realizzazione e/o occupazione di un manufatto interrato abusivo al di sotto della sede della strada pubblica via Amerigo Vespucci, utilizzato quale volume di servizio e collegamento (…) L’opera, incidendo direttamente nel sottosuolo pubblico, costituisce una violazione particolarmente grave, poiché attesta l’estensione della trasformazione abusiva anche ‘oltre i limiti della proprietà privata e rafforza il carattere infrastrutturale e unitario dell’insediamento”.

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