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Crans-Montana, il trauma un mese dopo la tragedia. Parla Elvira Venturella, la psicologa che ha seguito i genitori: «È come attraversare un fiume in piena: bisogna arrivare dall’altra parte»

Quando l’urgenza si chiude e la vita prova a ripartire, il trauma può emergere in modo silenzioso e destabilizzante. La psicologa che ha coordinato il team di supporto chiamato ad affiancare i genitori colpiti dalla strage di Crans Montana, spiega come il dolore cambi forma. E perché, a distanza di settimane dalla tragedia, può diventare ancora più difficile da sostenere

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