Hockey ghiaccio, occasione unica per l’Italia maschile alle Olimpiadi. L’obiettivo è non sfigurare
“Siamo ai Giochi in qualità di paese ospitante, va bene. Ma quando entreremo in pista dovremo dimenticarci di questo, ognuno di noi vuole di più che la semplice presenza. L’hockey, e lo insegna la storia, è uno sport divertente anche perché sa offrire sorprese. Noi proveremo a dare il massimo in ogni sfida, poi vedremo cosa succederà”, parole e musica di Jason Seed uno dei componenti della nazionale italiana alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Il messaggio racchiude lo spirito del Blue Team allenato da Jukka Jalonen: è una “Mission Impossible”, ma nessuno vuole vestire i panni della vittima sacrificale, anzi. L’obiettivo dell’Italia sarà quello di essere competitiva almeno una partita, all’interno di un torneo che sarà di altissimo livello, con formazioni che potranno schierare roster interamente composti dai “rientranti” giocatori della NHL.
Lanciare un messaggio per far capire che l’Italia c’è e che in un anno intenso, che comprenderà anche il ritorno nella Top Division ai Mondiali di fine maggio in Svizzera, la crescita del gruppo azzurro è e sarà palpabile.
Svezia, Slovacchia e Finlandia saranno avversarie durissime, così come la rivale che arriverà poi nel playoff (veri e propri ottavi di finale), ma da Larkin e compagni nessuno pretende l’impossibile. Una cosa però sì: entusiasmare, accendere, appassionare il pubblico che accorrerà a Milano per vedere le partite. La squadra dovrà essere una sorta di ambasciatrice del movimento per rilanciarlo e portarlo verso nuova linfa nei prossimi anni.