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Alcaraz re di Melbourne: il Career Grand Slam è servito (con un tatuaggio)

Carlos Alcaraz non si ferma più. Con la vittoria all’Australian Open, il fenomeno di El Palmar ha messo la parola fine alla missione Career Grand Slam, diventando il più giovane tennista della storia a completare la collezione dei quattro Major prima dei 23 anni (superando il record precedentemente stabilito da Don Budge a 22 anni e 363 giorni e quello di Rafael Nadal nell’era Open a 24 anni e 32 giorni). In una finale ad alta tensione contro un mai domo Novak Djokovic, lo spagnolo ha dovuto attingere a tutto il suo repertorio per scardinare la resistenza del serbo, confermando una precocità che quasi spaventa i record del passato e proietta il numero 1 del mondo nel gotha del tennis mondiale.

Simbolismo e resilienza: perché proprio un canguro sulla pelle

Il trionfo australiano, il settimo sigillo Slam della sua giovane carriera, non resterà però solo negli almanacchi, ma troverà presto spazio anche sulla pelle di Carlitos. Fedele a una tradizione ormai consolidata, Alcaraz ha confermato che celebrerà il trofeo di Melbourne con un nuovo tatuaggio: un piccolo canguro. Un simbolo che non è solo un omaggio alla terra australe, ma che incarna perfettamente la filosofia del murciano: resilienza, energia e quella propensione naturale a balzare sempre in avanti, senza mai arretrare di un millimetro.

Dalle tre “C” alla Torre Eiffel: il diario di bordo di un fenomeno

La pinacoteca corporea di Alcaraz si arricchisce così di un nuovo capitolo. Tutto ebbe inizio con le tre “C” ereditate dai consigli del nonno (Cabeza, Corazón, Cojones), il mantra che lo ha guidato fin dai primi passi nel circuito. Da lì in poi, ogni prima volta in uno Slam ha lasciato un segno indelebile: la data del successo allo US Open 2022 ha aperto le danze, seguita dalla fragola per il titolo di Wimbledon 2023 e dall’iconica Torre Eiffel per il Roland Garros 2024.

2025-2026: il dominio continua tra New York e l’Australia

La “tradizione” è proseguita spedita anche nel 2025, anno in cui Carlos ha concesso il bis a New York, decidendo di onorare la Grande Mela con un tatuaggio raffigurante la Statua della Libertà e il ponte di Verrazzano. Ogni disegno non è un semplice vezzo estetico, ma la cronaca visiva di un’egemonia tecnica e mentale che sta ridisegnando i confini del tennis moderno. Alcaraz non vince solo partite; scolpisce la storia, un trofeo (e un tattoo) alla volta.

Il “dilemma” di un numero uno da record

Per quanto riguarda il posizionamento del nuovo “ospite”, Alcaraz ha già le idee chiare, o quasi. “Sarà sulla gamba, devo solo decidere se a destra o a sinistra” ha dichiarato col sorriso durante la conferenza stampa post-match, aggiungendo che il canguro troverà posto vicino ai simboli di Parigi o Londra. In attesa di scoprire la zona esatta, resta una certezza: la velocità con cui Carlos sta riempiendo il proprio corpo di inchiostro è pari solo alla rapidità con cui sta rimpinguando la propria bacheca di successi.

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