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Travaglio a La7: “Scontri a Torino? Acqua fresca rispetto agli anni ’90 e al G8. Evitare isterismi e articoli penali inutili”

“Non credo affatto che la stragrande maggioranza delle persone che hanno manifestato pacificamente a Torino abbia dato copertura ai violenti. Anzi, probabilmente sarebbe stata felice se un servizio d’ordine più efficace, come quello di una volta del Partito Comunista o della Cgil, avesse tenuto fuori i violenti dal corteo”. Così a Otto e mezzo (La7) il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il quale, nella sua informativa alla Camera, ha attaccato chi nell’opposizione era alla manifestazione per il centro sociale Askatasuna (“Chi sfila con i delinquenti offre prospettive di impunità”).
Travaglio ricorda come a Torino abbiano sfilato moltissime persone pacifiche, accanto a una minoranza di delinquenti: “Alcuni li importiamo dall’estero a ogni manifestazione, infatti fra i denunciati ci sono anche dei francesi e degli inglesi. Altre volte c’erano i belgi, come al G8. Insomma c’è una internazionale di specialisti della violenza che coglie tutte le occasioni per mettersi in mostra”.

“Ma il ministero dell’Interno avrebbe potuto evitare questi tafferugli e questi scontri?”, chiede la conduttrice Lilli Gruber.
“No, io non credo che si possa evitare al 100% – risponde il direttore del Fatto – Quell’episodio dell’aggressione al poliziotto è stato gravissimo e sconvolgente e io mi auguro che i responsabili di questo atto inqualificabile si becchino la pena che si meritano, fermo restando che non c’è bisogno di nuove leggi, perché nel nostro codice penale è già tutto previsto. Lo ha scritto Alfredo Rocco, che era ministro di Mussolini, non certo Madre Teresa di Calcutta. Il nostro, quindi, è un codice penale rigoroso, che ha già tutti gli strumenti per colpire“.
Travaglio poi precisa: “Io, proprio perché sono torinese e ho fatto il giornalista per tanti anni a Torino, ho vissuto la stagione dove l’antagonismo e l’anarco-insurrezionalismo hanno prodotto scontri di piazza infinitamente più gravi di quelli di oggi. E allora nessuno si sognava di parlare di Brigate Rosse, nemmeno quando tentarono di fare l’assalto al Palazzo di Giustizia nel 1998“.

Il direttore del Fatto ricorda la manifestazione nazionale del 4 aprile 1998 indetta dai centri sociali e dall’area autonoma-anarchica, in seguito al suicidio in carcere di Edoardo Massari “Baleno”, arrestato il 5 marzo 1998, insieme a Maria Soledad Rosas (“Sole”) e a Silvano Pelissero, con l’accusa di far parte del gruppo anarchico i Lupi Grigi, legato ad azioni contro l’Alta Velocità in Val Susa. L’11 luglio dello stesso anno si suicidò anche Sole mentre si trovana agli arresti domiciliari in una comunità a Bene Vagienna (Cuneo).
“Torino quel giorno fu messa a ferro e fuoco, altro che quello che è successo l’altro giorno – spiega Travaglio – Bisogna quindi sapere che i professionisti della violenza ci sono e che quanto accaduto sabato a Torino è acqua fresca rispetto a tutto ciò che abbiamo visto non solo negli anni del terrorismo ma anche gli anni ’90 e i primi anni 2000 fino al G8, quando cioè sono avvenuti fatti infinitamente più gravi”.
Infine, l’appello conclusivo del giornalista: “Io inviterei tutti, ovviamente, a perseguire i reati e chi li ha commessi, ma allo stesso tempo a evitare isterismi o l’invenzione di nuovi articoli del codice penale che non servono a niente. Abbiamo sconfitto il terrorismo con lo Stato di diritto, senza fare leggi speciali o straordinarie. A maggior ragione, oggi abbiamo tutte le possibilità di sconfiggere queste frange, che, per quanto pericolose, sono infinitamente più limitate rispetto al passato”.

L'articolo Travaglio a La7: “Scontri a Torino? Acqua fresca rispetto agli anni ’90 e al G8. Evitare isterismi e articoli penali inutili” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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