World News in Italian

Paolo Bertolucci: “Quando commento Sinner ho le farfalle allo stomaco. Italia ai vertici ancora 10 anni, ma non viziamoci”

L’onore di aver scritto la storia e di poter raccontare oggi le tante nuove pagine segnate negli ultimi anni. Un privilegio per pochi intimi, tra cui figura sicuramente Paolo Bertolucci, leggenda del tennis italiano nonché noto commento tecnico di Sky per i principali eventi del circuito ATP. L’ex giocatore è stato intercettato dai microfoni di Fantini Club, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, proprio per parlare dell’incredibile momento che sta vivendo l’Italia tennistica, ma anche di tanto altro.

In prima battuta Bertolucci ha ricordato le emozioni di quella Coppa Davis vinta nel 1976: “E’ stato il sogno della mia vita, abbiamo cominciato da ragazzini a tredici anni in college a Formia; il sogno era girare il mondo con questa racchetta in mano. Poi, quando abbiamo assaporato la maglia azzurra per la prima volta, abbiamo pensato che sarebbe stato bello un domani riuscire a vincere una Coppa Davis. Quando ci siamo riusciti, abbiamo toccato il cielo con un dito”. 

Successivamente il commentatore ha espresso la sua opinione in merito al movimento italiano, cresciuto a livelli esponenziali dopo i tanti tornei vinti da Jannik Sinner: “Devi sempre avere una punta di altissimo livello, che a noi mancava. Vedi la Spagna, che ha avuto prima Santana, poi Nadal, ora Alcaraz. Quando hai un esempio positivo di un ragazzo che si comporta bene, che alza i trofei e porta la bandiera in alto in tutti i continenti, è normale che ci siano tanti giovani che si avvicinano a questo sport. E’ uno sport che economicamente ti fa anche sorridere, e fa sorridere figli e nipoti. Questo serve, perché per esempio se fai canottaggio fai fatica a trovare gente che ti segue, anche per un discorso puramente televisivo: uno sciatore se non sei all’interno del mondo spesso non lo riconosci. Il tennista è riconosciuto ovunque: non esiste altro sport in cui il giocatore venga ripreso così tanto in primo piano come nel tennis. Di solito quando tutte le cose vanno bene si semina, i frutti li vedremo tra anni. Abbiamo sicuramente davanti otto o dieci anni in cui saremo ai vertici mondiali. Sinner e Musetti non hanno neanche 25 anni, poi dietro ci sono Cobolli, Darderi ed altri. Nel frattempo verrà fuori qualcuno: non dobbiamo viziarci più di tanto, non è che ogni volta che c’è uno Slam allora un italiano sarà in finale o vincerà. La concorrenza è spietata, ma noi ci siamo, come hanno dimostrato la Davis e la Billie Jean King Cup”. 

Bertolucci ha poi spiegato come è cambiato il suo approccio al commento con l’avvento di Jannik:  “Quando ho iniziato a commentare, l’ho fatto durante il periodo dei fenomeni Nadal, Djokovic e Federer. Mi divertivo molto, il livello era spaziale. La cosa era un po’ asettica. Commentavi fenomeni, ma stranieri. Con Jannik commento con le farfalle nello stomaco, faccio fatica a stare seduto, sono in piedi, è come se fossi in panchina. Devo trattenermi, a volte vorrei dirgli delle cose. Sono molto più coinvolto. E’ un’emozione bellissima che ti espone anche a critiche. Ti dicono che non devi fare il tifoso, se sei freddo ti dicono che devi essere più caldo. In realtà devi essere solo te stesso, non puoi andare bene a tutti. Ma se in quel momento mi viene da urlare, urlo”. Non è mancata poi un’opinione sulle tre Coppe Davis conquistate negli ultimi tre anni: “Tanta gente che si era dimenticata dell’esistenza della Davis, ora l’ha riscoperta. Questa non è la Coppa Davis, ma un Campionato del Mondo Indoor. Italia fenomenale, sapevamo di avere due squadre e di poter vincere anche con la seconda. Da un lato fantastico per noi, ma tragico per gli altri. Se Stati Uniti, Francia, Inghilterra perdono con la nostra seconda squadra, significa che c’è qualcosa che non funziona dalle altre parti. Noi abbiamo la fortuna di fare le Finals a Torino e la Coppa Davis a Bologna. Sono cose che aiutano la squadra”. 

In primavera andranno in scena gli Internazionali di Roma, secondo qualcuno considerati il “Quinto Slam”. Ma Bertolucci non è d’accordo: “Gli Slam sono un’altra cosa. Roma ha il suo fascino ma ha delle cose che non funzionano. Non puoi portare 50.000 persone senza avere metro idonee, parcheggi, disponibilità di taxi. O cambi sede e crei un nuovo impianto, altrimenti non c’è possibilità. Sono stati fatti passi avanti enormi, tra i 1000 è tra i primi 3, ma Indian Wells è imparagonabile. Roma è tradizione ma Indian Wells o Madrid a livello di impiantistica sono superiori. Campo intitolato a me? Per l’amor di Dio. Io non c’entro niente. Pietrangeli è stato Pietrangeli, così come Panatta. Io non c’entro nulla. Magari uno sgabuzzino oppure un punto di ristoro. Sogno nel cassetto? Campo coperto a Roma, una delle cose basilari per avere uno Slam. Prima di morire magari vorrei vederlo. Magari anche con postazione tv senza dover passare in mezzo al pubblico, è l’unico posto al mondo in cui succede questo…”.

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI FANTINI CLUB

Читайте на сайте