Uccise gli zii nel 2005, Guglielmo Gatti è morto in carcere da tre anni e nessuno lo sapeva. L’avvocato: “Nemmeno io”
Una telefonata in carcere per un’intervista e la risposta secca: “È morto”. Ma da tre anni. Guglielmo Gatti, l’uomo che aveva ucciso gli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo nel 2005 in uno dei delitti più feroci della storia di Brescia, non c’è più dal 15 giugno 2023, ma nessuno lo ha mai comunicato. L’uomo stava scontando l’ergastolo nel carcere di Opera per il duplice omicidio dove era detenuto dall’8 novembre 2007 e proprio in questi giorni il Giornale di Brescia aveva richiesto un’intervista, scoprendo così la notizia di cui nessuno era a conoscenza. “Fine pena 10-06-2110” viene indicato negli atti giudiziari. E sotto: “Data uscita dal carcere 15-06-23. Motivo: decesso“.
Spiazzato anche il suo storico avvocato, Luca Broli: “Non ne sapevo nulla. Voglio capire“. Gatti aveva 58 anni ed è morto un mese prima di compiere 59 anni – era nato il 21 luglio 1964 – ma non si conosce ancora la causa di morte. Era detenuto a Opera dal 2007. Risulta sepolto a Milano, al Cimitero Maggiore in una fossa senza lapide, ma con una croce e un numero di riferimento del registro dei decessi del Comune di Milano.
Gatti aveva perso i genitori prima dell’estate 2005 e i parenti più vicini a lui erano appunto i due zii Aldo Donegani, 77 anni, e Luisa De Leo, 61, che abitavano al piano inferiore della sua abitazione di via Ugolini in città. Nel 2005 li uccise facendoli a pezzi in un garage, per poi abbandonare i resti tra Provaglio d’Iseo e il Passo del Vivione, dove vennero ritrovati in tempi diversi. Nel frattempo Gatti girava per le tv locali e nazionali con la foto degli zii per chiedere che fine avessero fatto. Da quanto riporta il Giornale di Brescia poi al momento dell’ingresso nel carcere milanese di Opera, non aveva indicato recapiti e neanche l’ultimo domicilio. Zero contatti con il mondo esterno, per anni è rimasto in cella da solo – per sua volontà – e frequentava soprattutto la biblioteca del penitenziario. Da agosto 2025 avrebbe potuto accedere alla semilibertà. Ma era già morto.
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