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Sci di fondo, gli azzurri al via delle gare di skiathlon ad aprire le Olimpiadi: Pellegrino, punto di riferimento

Lo skiathlon aprirà ufficialmente il programma olimpico dello sci di fondo a Milano Cortina 2026 e lo farà nella cornice ormai iconica di Tesero, in Val di Fiemme, sede di dieci gare che assegneranno complessivamente 30 medaglie. Un palcoscenico familiare per gli azzurri, chiamati subito a misurarsi con il doppio sforzo della prova che unisce tecnica classica e tecnica libera.

Sabato 7 febbraio alle ore 13.00 scatterà lo skiathlon femminile, con tre italiane al via: Anna Comarella, Maria Gismondi e Martina Di Centa. Le ambizioni di medaglia restano contenute, ma l’attenzione è inevitabilmente puntata su Gismondi, classe 2004, che rappresenta il volto più promettente del fondo azzurro al femminile.

La giovane trentina ha già dimostrato di poter stare con le migliori, come conferma il sesto posto nella 10 km di Trondheim, risultato di assoluto valore internazionale. Molto dipenderà dalle sue condizioni fisiche, dopo lo stop che l’ha tenuta lontana dalle gare da metà dicembre, ma lo skiathlon può rappresentare un importante banco di prova. Comarella e Di Centa completano una formazione che punta soprattutto a ben figurare e fare esperienza, in un contesto dove la concorrenza internazionale si preannuncia feroce.

Domenica 8 febbraio alle ore 12.30 toccherà agli uomini, con Federico Pellegrino, Elia Barp, Davide Graz e Martino Carollo che terranno alto il vessillo italico. Il faro della squadra è Chicco, alla ultima stagione olimpica della carriera. Se è vero che le sue maggiori chance di podio sono legate alle sprint, la crescita mostrata negli ultimi anni anche sulle distanze più lunghe gli consente di affrontare lo skiathlon con legittime aspettative di competitività, soprattutto nella seconda parte a tecnica libera, la sua zona di comfort.

Accanto a lui spicca Barp, sempre più solido e affidabile: il quarto posto nella 10 km in classico a Oberhof certifica una maturazione ormai evidente. Il 23enne nostrano non è più soltanto il partner ideale di Pellegrino nella team sprint, ma un fondista capace di reggere ritmi elevati anche in gare complesse come lo skiathlon. Graz e Carollo vorranno recitare un ruolo non marginale.

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