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“Mai formato per le emergenze”: le accuse del figlioccio dei Moretti nell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana

Non sarebbe mai stato formato, né addestrato ad affrontare situazioni di emergenza Jean-Marc Gabrielli, figlioccio di Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, dove un devastante incendio ha causato la morte di 41 ragazzi – tra cui sei italiani – e 115 persone sono rimaste ferite. È quanto Gabrielli ha dichiarato questa mattina a Sion, dove è stato ascoltato dagli inquirenti del Canton Vallese nell’ambito dell’indagine sul rogo.

Secondo quanto trapelato, Gabrielli – che gestiva il Vieux Chalet, altro locale riconducibile ai Moretti, ed era il fidanzato di Cyane, la cameriera nota per aver indossato un casco e morta durante l’evacuazione – ha riferito di essere arrivato a Le Constellation prima dello scoppio dell’incendio e di non aver mai ricevuto alcuna formazione specifica per la gestione delle emergenze. Una dichiarazione che si inserisce nel filone investigativo volto ad accertare eventuali responsabilità legate alle misure di sicurezza e all’organizzazione del personale nel locale la notte della tragedia.

Intanto, Jacques e Jessica Moretti, entrambi indagati nell’inchiesta, hanno deciso di rompere il silenzio con una lunga lettera indirizzata ai dipendenti del locale, visionata da FranceInfo. Nella missiva, i proprietari di Le Constellation esprimono amarezza per quello che definiscono l’accanimento mediatico e per la diffusione di “gravi menzogne”, tra cui l’accusa di essere fuggiti dal locale con la cassa durante l’incendio. “Eravamo lì, di fronte al caos, terrorizzati da queste scene di guerra, cercando di fornire assistenza”, scrivono, dicendosi “profondamente feriti” dalle affermazioni ritenute diffamatorie.

I Moretti ribadiscono la loro piena collaborazione con le autorità e precisano che gli stipendi dei dipendenti sono stati pagati il 6 gennaio 2026, nonostante il congelamento dei conti aziendali e personali disposto dalla magistratura. La coppia afferma di aver chiesto alla Procura uno svincolo parziale dei fondi per far fronte ai pagamenti urgenti e invita i lavoratori che non avessero ricevuto il salario a contattare i loro avvocati per trasmettere i dati bancari mancanti.

“Non vi abbandoneremo” scrivono ancora Jacques e Jessica Moretti. “Eravate nostri protetti e lo siete ancora. Ci assumiamo questa responsabilità senza cercare di scaricarla su di voi”. Nella lettera, lunga due pagine, i proprietari raccontano il peso del silenzio imposto dalle indagini e il dolore per le vittime: “Dal primo gennaio incarniamo la sventura che ha colpito Le Constellation”, affermano, aggiungendo di piangere “con immenso dolore” chi ha perso la vita nella tragedia.

Nel frattempo, il Cantone del Vallese ha avviato l’erogazione delle indennità d’urgenza destinate alle vittime e ai familiari dei deceduti. Sono già stati effettuati 48 versamenti della somma forfettaria di 10.000 franchi, annunciata ufficialmente il 14 gennaio. Secondo quanto riferito dalle autorità cantonali e riportato dal quotidiano Blick, le richieste continuano a essere elaborate progressivamente, man mano che vengono ricevuti i documenti necessari e inoltrati alla banca per il pagamento. Dei 48 indennizzi già liquidati, 14 sono stati accreditati su conti esteri: sette in Francia, sei in Italia e uno in Belgio. I tempi di pagamento, spiegano dal Cantone, si sono allungati a causa dei controlli amministrativi minimi richiesti dalla procedura.

Sul fronte giudiziario internazionale, l’Ufficio federale di giustizia svizzero ha invitato la Procura di Roma – che indaga anche per disastro colposo – a un incontro tecnico tra le magistrature inquirenti italiana e svizzera. Alla riunione, cui prenderanno parte magistrati del Ministero pubblico del Canton Vallese, non è previsto uno scambio immediato di prove, che potrà avvenire nell’ambito delle procedure di assistenza giudiziaria. L’obiettivo è stabilire i primi contatti operativi, fare il punto sullo stato dei procedimenti penali nei rispettivi Paesi, coordinare le misure investigative e definire le tappe per l’esecuzione della rogatoria italiana. Durante l’incontro sarà discussa anche l’eventuale costituzione di squadre investigative comuni.

L'articolo “Mai formato per le emergenze”: le accuse del figlioccio dei Moretti nell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana proviene da Il Fatto Quotidiano.

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