World News in Italian

Ivrea, amianto e idrocarburi nel terreno di San Grato. I costi della bonifica triplicano

Ivrea

Da una spesa preventivata di 175mila euro si è arrivati, oggi, a un quadro economico che sfiora i 540 mila. È il costo stimato per la bonifica dell’amianto negli orti urbani di San Grato, cifra che potrebbe anche crescere ulteriormente. Tutto dipenderà dalle prescrizioni di Arpa e Città metropolitana che, al momento, hanno condiviso ma non ancora approvato il piano di bonifica predisposto dal Comune. Il cantiere per la rigenerazione degli orti urbani di San Grato, finanziato con fondi Pnrr per circa 1,2 milioni di euro, è fermo dall’aprile del 2024. In quella fase emerse che la presenza di amianto non era limitata alle baracche – realizzate anche con elementi in eternit – ma interessava anche il sottosuolo, sotto forma di frammenti di fibrocemento.

Sversamenti di idrocarburi

Le analisi successive, effettuate nell’autunno scorso, hanno inoltre rilevato il superamento dei limiti di benzopirene, riconducibile a sversamenti di idrocarburi da parte di precedenti gestori degli orti. Ulteriori lievi superamenti hanno riguardato arsenico e nichel, elementi che, come confermato dall’Arpa, rientrano nella composizione naturale del terreno dell’area.

In un primo momento l’Agenzia regionale per la protezione ambientale aveva ipotizzato una bonifica totale dell’area, con un costo stimato intorno ai 2,5 milioni di euro, soluzione che avrebbe comportato di fatto lo stop definitivo al cantiere. Successivamente è stata individuata una strada alternativa. Il Comune sta ora predisponendo un piano che prevede ulteriori campionamenti, la rimozione e lo smaltimento dei cumuli di amianto rinvenuti sotto le baracche. Nelle zone interessate dagli scavi – circa un metro di profondità – verrà posato un tessuto in doppio strato e successivamente conferita terra pulita. Il piano dovrà però ottenere il via libera definitivo da Arpa.

«L’esito di questa strada è ancora incerto – spiegano il sindaco Matteo Chiantore e l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Comotto – ma stiamo lavorando per portare a termine il progetto di rigenerazione urbana. Siamo riusciti a ottenere la possibilità di utilizzare risorse aggiuntive per la bonifica, derivanti dai ribassi di gara e dall’introito della vendita dei cento box auto di Canton Vesco».

Restano però incognite anche sui tempi. I progetti Pnrr devono essere conclusi entro giugno 2026, ma alcune interlocuzioni avviate in Prefettura lasciano aperta la possibilità di una deroga legata agli imprevisti emersi in corso d’opera.

Il tema degli orti urbani di San Grato è stato affrontato in maniera approfondita martedì sera in consiglio comunale, durante la discussione di un’interpellanza generale presentata dal centrodestra.

L’attacco di Piccoli

«Da tempo denunciamo una grave carenza nell’iter dei lavori – ha spiegato dall’opposizione Elisabetta Piccoli – dovuta alla mancata verifica del sottosuolo prima dell’avvio delle demolizioni. Nella progettualità della precedente amministrazione, posta alla base della richiesta di finanziamento, erano previsti 210 saggi di campionamento e 70 analisi di laboratorio, con mappatura georeferenziata dell’area, Mi ero resa disponibile a un passaggio di consegne proprio per la complessità del progetto, ma non sono stata ascoltata. Il quartiere non può essere lasciato solo, senza informazioni, con un cantiere abbandonato. Ora il Comune trovi i soldi per effettuare la bonifica e realizzare le casette che andranno date ai residenti del quartiere, senza immaginare strane soluzioni come quella della cooperativa».

In aula è intervenuto anche il dirigente dell’area tecnica Fabio Flore, chiarendo che «il progetto prevedeva fondi per una bonifica superficiale, sulla base dei rilievi effettuati con i droni, senza immaginare quanto poi emerso in fase esecutiva sotto le baracche».

«Probabilmente il progetto dovrà essere rivisto alla luce dei costi effettivi della bonifica», ha concluso il sindaco Chiantore. Il progetto originario prevedeva la realizzazione di 70 lotti omogenei, tra i 110 e i 200 metri quadrati, ciascuno delimitato da recinzioni, dotato di cancello e casetta per gli attrezzi, oltre a un pozzo per garantire a ogni lotto una presa d’acqua per l’irrigazione.

Читайте на сайте