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Dai regalini olimpici alle scintille con Gruber, Salvini archivia il caso Vannacci: “Vale meno di Renzi e di Calenda”

Dopo i baci Perugina, è il turno di un modellino in scala del bob della Nazionale italiana e di una mascotte-peluche, in vista dell’inizio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina: dopo poco più di un anno, ancora una volta Matteo Salvini si rende protagonista di un siparietto a Otto e mezzo, su La7, aprendo la serata con un gesto cordiale nei confronti della conduttrice Lilli Gruber e del giornalista Massimo Giannini (“Non per addolcire”, puntualizza il leader della Lega). Intermezzo destinato a restare un dettaglio marginale prima che il confronto imbocchi tutt’altra direzione.

La conduttrice accoglie l’ospite con una stoccata che però non è diretta a lui, ma alla presidente del Consiglio: “Intanto è lodevole che lei abbia accettato il nostro invito, anche perché Giorgia Meloni da tre anni e mezzo accetta solo domande accomodanti”.
Salvini prova a smussare: “Ma no, che parla con tutti, dai! Parla con tutti, però a me piace ogni tanto confrontarmi”.
“Eh, ma qui stasera si confronterà”, replica Gruber, prima di indirizzare la discussione su uno dei temi destinati a tornare più volte nel corso della puntata: Roberto Vannacci.

L’addio del generale alla Lega e la nascita del suo nuovo partito, Futuro Nazionale, diventano così uno dei fili rossi della serata, intrecciandosi con il giudizio sul governo, sulla leadership e sulla tenuta del centrodestra. Salvini imposta la difesa sul piano personale: “Io ho il difetto di fidarmi delle persone, quindi quando uno mi stringe la mano, si impegna a rimanere in squadra, e a rispettare il mandato degli elettori, io mi fido”.
Gruber non concede sconti: “Scusi, ma su Vannacci non ha capito niente. Ci si può sbagliare, ma per un politico è grave”.
“Io preferisco fidarmi delle persone e sbagliarmi che essere diffidente”, risponde il vicepremier.

Il confronto si irrigidisce quando viene la giornalista ricorda il ruolo centrale affidato a Vannacci: “Lei l’ha fatto vicesegretario della Lega”.
Salvini risponde: “Vannacci, da uomo in divisa, mi aveva detto ‘avanti insieme’, poi l’‘avanti insieme’ è diventato ‘mi tengo il posto e vado avanti da solo’, secondo me sbagliando, perché chi divide il centrodestra di solito finisce sempre in corsia”.
Quando Gruber insiste sull’errore di valutazione politica, Salvini prova a relativizzare: “Nella scorsa legislatura hanno cambiato casacca 304 parlamentari, cioè quasi un terzo”.
“No ma qui non parliamo di questo”, lo ferma la conduttrice.
“E lui è uno, ahimè, che ha fatto quello che hanno fatto altri 300. Quindi, mi spiace umanamente ma per la Lega non cambia niente”, continua Salvini, aggiungendo che nell’ultimo periodo Vannacci “continuava a parlare del fascismo”.
“Ne parlava già prima”, obietta Giannini.
Il botta e risposta prosegue sulle evocazioni della Decima Mas. “Non la imbarazzava, mi scusi?”, incalza Gruber.
“Un conto è ricordare il passato, però ci pagano adesso per risolvere i problemi – insiste Salvini – Non porto rancore, ma mi dispiace, perché ha preso i voti col simbolo della Lega e li porta da un’altra parte”.

Alla sottolineatura di Gruber sulla delusione di “mezzo milione di leghisti”, il leader leghista risponde: “A quanta gente capita in ufficio di fidarsi del collega sbagliato?”.
“L’ufficio col collega è un conto. Essere la guida di un partito politico un altro”, è la replica secca della giornalista.
“Nella storia della Lega – rilancia Salvini – ce ne sono stati altri che hanno scelto la poltrona e sono finiti nel dimenticatoio. Noi siamo già avanti. Parentesi Vannacci chiusa”.
Sui sondaggi per il nuovo partito di Vannacci che oscillano tra il 4 e poco più dell’1 per cento, Salvini è sarcastico: “È meno di Renzi e Calenda. Quindi complimenti. Tanta roba”.
Poi all’ipotesi di un Vannacci interlocutore del governo, Salvini oppone un muro: “Non penso proprio che nella Meloni né Tajani vogliano chi li attacca in maggioranza. Così come secondo me sarebbe un errore accogliere Calenda o Renzi in maggioranza”.
“Chi è che vuole Calenda in maggioranza?”, chiede Gruber.
Ho visto che Calenda ha partecipato a una riunione di Forza Italia la settimana scorsa. La gente vuole serietà“, risponde Salvini con una frecciata al partito gudato da Antonio Tajani.
Poi, nel finale, il vicepresidente del Consiglio concede un’altra uscita sorniona: “Se qualcuno vorrà commentare, risponderò ai messaggi privati su Instagram da adesso in avanti”.

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