Lottatore di thai boxe muore dopo l’allenamento in palestra: la Procura indaga per omicidio colposo
Si è sentito male dopo aver concluso il suo allenamento e ora si cercano eventuali responsabili per la morte di un 40enne in un centro sportivo sulla Cassia, a Roma. L’uomo godeva di buona salute e praticava la disciplina del Muay thai, anche nota come boxe tailandese. È stata aperta un’inchiesta: tra le ipotesi c’è la possibilità che l’atleta abbia ricevuto un colpo così violento da risultare poi fatale, magari non aveva indossato le protezioni adeguate.
L’episodio è avvenuto lo scorso mercoledì 4 febbraio. A seguito del malore che lo ha colpito in palestra, il lottatore è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea ma non c’è stato niente da fare. Dopo il decesso, i medici hanno fatto una segnalazione alla Procura di Roma e così il pubblico ministero Stefano Opilio ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Le indagini prenderanno una svolta decisiva quando arriverà l’esito dell’autopsia, che è stata affidata alla sezione di Medicina legale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo scopo delle autorità è capire se ci sono responsabili dietro la morte del 40enne e accertarsi che il personale della struttura sportiva abbia rispettato le procedure previste in casi del genere, tra massaggio cardiaco, defibrillatore e la chiamata tempestiva dei soccorsi.
Gli accertamenti includono anche l’analisi dei certificati medici consegnati alla società per iscriversi ai corsi e gli esami tossicologici per escludere l’assunzione di sostanze stupefacenti prima della prestazione sportiva.
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