Truffano un disabile per 790 mila euro: marito e moglie rischiano 6 anni
Broni. Oltre sei anni di carcere per marito e moglie, ma anche la richiesta di un risarcimento milionario per aver speculato oltre 790mila sulle spalle degli anziani zii e del loro figlio disabile. Entra nelle battute finali un processo che vede imputati marito e moglie, entrambi residenti in un centro dell’Oltrepo (omettiamo le generalità per tutelare le vittime) per circonvenzione di incapace (imputazione in cui è stata riqualificata la contestazione iniziale di truffa aggravata) violenza privata e lesioni. Le vittime sarebbero gli anziani zii della coppia e il loro figlio disabile. Ieri la procura di Pavia ha chiesto tre anni e due mesi di reclusione per il marito di 53 anni, tre anni di reclusione e 1.400 euro di multa per la moglie di 42 anni.
La vicenda
La somma contestata ammonta a oltre 790mila euro, ritenuta profitto ingiusto. La parte civile, con l’avvocato Carlo Madama, ha avanzato una richiesta di risarcimento pari a 1,1 milioni, chiedendo anche il sequestro conservativo dell’immobile al centro della vicenda.
Il procedimento nasce da una lunga e articolata storia familiare che, secondo l’accusa, si sarebbe sviluppata a partire dal 2017 in diversi comuni della provincia, da Vercelli a l Pavese, fino alla zona di Broni.
Al centro vi sono una coppia di anziani e il loro figlio, adulto ma affetto da grave sindrome autistica e dichiarato interdetto con sentenza del tribunale di Vercelli già 25 anni fa. Proprio la paura dei genitori per il futuro del figlio dopo la loro morte sarebbe stata, secondo l’impostazione accusatoria, la leva utilizzata dagli imputati, legati alle persone offese da rapporti di parentela.
La coppia avrebbe progressivamente assunto un ruolo dominante nella gestione della vita quotidiana e del patrimonio familiare, prospettandosi come futuro punto di riferimento e garante per il figlio disabile. In questo contesto gli anziani sarebbero stati convinti a trasferirsi in un’abitazione a Inverno e Monteleone, di proprietà della donna, e a finanziare presunti lavori di ristrutturazione mai realizzati.
Uno degli episodi centrali riguarda l’acquisto di una villa nella zona di Bronii: il prezzo dell’immobile sarebbe stato falsamente rappresentato in 1,5 milioni di euro, inducendo gli anziani a versarne circa la metà. In realtà la villa sarebbe costata circa 500mila euro ed è stata intestata esclusivamente alla coppia imputata. A ciò si aggiungono richieste di contributi mensili, variabili tra 1.500 e 2.000 euro. Secondo l’accusa, alle promesse di una migliore qualità di vita per il figlio disabile non sarebbe seguita alcuna reale tutela: viene contestato un progressivo disinteresse nella cura e nella vigilanza, nonostante gli obblighi assunti.
In un episodio specifico, all’uomo di 53 anni è attribuita anche una condotta di violenza privata, per aver lasciato liberi due cani di grossa taglia nel giardino comune, impedendo agli anziani e al figlio di uscire di casa. I rapporti sarebbero infine degenerati in un clima di pressioni e aggressioni, culminato in un episodio di violenza con conseguenti lesioni e ricovero ospedaliero. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Alberto Assanelli e Riccardo Ricotti. Le persone offese, si costituite parte civile, affidandosi allo studio legale Madama e Cei. La sentenza sarà pronunciata il 5 marzo. —