Federica Brignone scettica sull’infortunio di Lindsey Vonn: “Se fosse grave come il mio, non sarebbe qui”
Andare oltre i propri limiti. Federica Brignone vivrà le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina in modo un po’ particolare. Il terribile incidente avvenuto sulle nevi della Val di Fassa nell’aprile scorso ha rappresentato per la campionessa valdostana un durissimo banco di prova, e i dubbi sulla sua presenza ai Giochi non sono certo mancati.
La frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, insieme alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, avevano fatto temere che sarebbe stato complicato rivedere Brignone al cancelletto di partenza. E invece l’azzurra, con grande determinazione, è riuscita a recuperare, presentandosi alla rassegna a Cinque Cerchi con la voglia di essere protagonista.
Le prove di discesa sull’Olympia delle Tofane saranno fondamentali per capire se la “tigre di La Salle” potrà inserirsi tra le protagoniste. Una situazione in continua evoluzione, così come quella dell’americana Lindsey Vonn, caduta nell’ultima gara di Coppa del Mondo prima delle Olimpiadi a Crans Montana (Svizzera) e incappata nella frattura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro.
Un infortunio che sta sollevando qualche dubbio, vista la presenza in pista della statunitense. “Se avesse avuto un problema grave come il mio oggi non sarebbe qui, perché dopo tre giorni ero con le stampelle, o meglio, su una sedia a rotelle“, ha commentato Brignone al termine della prima prova cronometrata, parlando dell’infortunio occorso alla campionessa americana. “È un po’ diverso dal mio, ma lei è sicuramente una grande donna e ha un grande coraggio“, ha aggiunto.