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Il capo di gabinetto di Starmer si dimette per il caso Mandelson. Consigliò al premier di nominare ambasciatore in Usa l’amico di Epstein

Dimissioni. Il capo di gabinetto del premier britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, fa un passo indietro in seguito alle pressioni per il caso Mandelson. È stato indicato da più parti come colui che aveva spinto per la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti di Peter Mandelson, ex controversa eminenza grigia del New Labour di Tony Blair riciclato da Starmer come ambasciatore negli Usa e finito sotto accusa anche in un’indagine penale di Scotland Yard per i suoi legami a doppio filo con il defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Una decisione “sbagliata“, che ha “danneggiato il nostro partito, il nostro Paese e la fiducia nella politica stessa”, si legge nella nota di McSweeney.

“Quando me l’hanno chiesto, ho consigliato al Primo Ministro di procedere a quella nomina e mi assumo la piena responsabilità di quel consiglio. Nella vita pubblica, la responsabilità deve essere assunta quando è più importante, non solo quando è più conveniente. In queste circostanze, l’unica scelta onorevole è farsi da parte”, spiega lo stratega politico 48enne. “Non è stata una decisione facile. Molto è stato scritto e detto su di me nel corso degli anni, ma le mie motivazioni sono sempre state semplici: ho lavorato ogni giorno per eleggere e sostenere un governo che mette al primo posto la vita delle persone comuni e ci conduce verso un futuro migliore per il nostro grande Paese. Solo un governo laburista può farlo. Me ne vado con l’orgoglio per tutto ciò che abbiamo realizzato, unito al rammarico per le circostanze della mia partenza”. Poi un ricordo delle “donne e ragazze le cui vite sono state rovinate da Jeffrey Epstein e le cui voci sono rimaste inascoltate per troppo tempo”, come riporta la Bbc. In coda, McSweeney auspica una revisione radicale del processo di due diligence e verifica, come “garanzia per il futuro”.

Dopo gli ultimi sviluppi legati agli Epstein files sono montate le critiche nei confronti di Starmer e della sua capacità di giudizio proprio sulla nomina di Mandelson alla massima carica diplomatica. Il premier laburista britannico è sempre più all’angolo. Qualche giorno fa ha negato di essere stato pienamente a conoscenza “della profondità dell’oscuro legame” fra Epstein e Mandelson. Poi il suo governo è stato chiamato a consegnare i messaggi privati sulla nomina che coinvolgono figure di spicco di Downing Street. Compresi quelli di McSweeney, indicato da più parti come una sorta di figlioccio politico di Mandelson e promotore della sua nomina a rappresentante diplomatico a Washington, conclusasi con un siluramento dopo soli sette mesi.

Alcuni deputati della maggioranza hanno già invocato le dimissioni del primo ministro. Anche una fedelissima di sir Keir come la baronessa Hariett Harman, ex ministra e attualmente membro della Camera dei Lord, ha sottolineato che Mandelson farà cadere il premier a meno che non prenda “le misure necessarie” per fare completa chiarezza sulla vicenda.

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