“Se le trovate, offro io la birra”: l’AI inventa le terme in Tasmania e i turisti arrivano a frotte, il caso del “paradiso” che non esiste ma diventato virale in Rete
Immaginate di guidare per chilometri nella natura selvaggia della Tasmania, in Australia, con l’asciugamano in spalla e il sogno di immergervi in una sorgente termale fumante, descritta come un “rifugio tranquillo” e una “fuga pacifica” tra le foreste del nord-est. Arrivate a destinazione, a Weldborough, e trovate solo un fiume gelido, una foresta silenziosa e un pub. È il miraggio digitale del ventunesimo secolo, l’ultima frontiera delle “allucinazioni” dell’Intelligenza Artificiale che, questa volta, ha spedito decine di viaggiatori a caccia di un luogo inesistente.
Come riporta la CNN, tutto nasce da un articolo apparso sul sito dell’agenzia Tasmania Tours. Il testo, scritto con la prosa suadente tipica delle brochure turistiche, magnificava le “Weldborough Hot Springs” come una delle sette meraviglie termali dell’isola, un luogo amato dagli escursionisti per rigenerarsi. Peccato che a Weldborough, un minuscolo avamposto rurale abitato da appena 33 persone con un’età media di 57 anni, l’acqua calda esca solo dai rubinetti di casa. L’unico corso d’acqua naturale è il fiume Weld, noto per essere talmente freddo che i cercatori di zaffiri e stagno ci si immergono solo con la muta stagna.
Tutta colpa dell’AI
Il colpevole non è un autore distratto, ma un algoritmo troppo creativo. Scott Hennessey, proprietario della Australian Tours and Cruises che gestisce il portale incriminato, ha ammesso candidamente l’errore alla CNN: “La nostra AI ha sbagliato completamente“. L’imprenditore ha spiegato di aver esternalizzato la creazione di contenuti a una società che utilizza l’intelligenza artificiale per mantenere il sito aggiornato e competere con i giganti del settore. Di solito Hennessey controlla ogni post, ma l’articolo sulle terme fantasma è sfuggito alla revisione mentre lui si trovava all’estero. “Non siamo una truffa”, ha tenuto a precisare Hennessey, sottolineando il danno reputazionale “distruttivo” subito dall’azienda, travolta dall’odio online. “Siamo una coppia sposata che cerca di fare la cosa giusta, impieghiamo personale vero”.
“Se le trovate, offro io”
A farne le spese, in modo tragicomico, è stata Kristy Probert, proprietaria del Weldborough Hotel, probabilmente l’unico punto di ritrovo del villaggio. A inizio settembre, il telefono ha iniziato a squillare. Prima qualche domanda timida, poi una valanga. Nel momento di massima viralità dell’articolo, la signora Probert riceveva fino a cinque chiamate al giorno e vedeva presentarsi alla sua porta due o tre gruppi di turisti spaesati. “Siamo in una posizione molto remota, quindi era tutto molto strano”, ha raccontato Probert. La sua risposta è diventata presto un mantra rassegnato ma ironico: “Se riuscite a trovare queste sorgenti termali, le birre le pago io“. Ai malcapitati non restava che l’amara verità: niente bagni caldi, a meno di non voler guidare fino alla sauna della città vicina per poi tuffarsi nel fiume ghiacciato.
Il pericolo delle “allucinazioni” dell’AI
La vicenda di Weldborough fa sorridere, ma solleva un problema serio. Anne Hardy, docente alla Southern Cross University, ha spiegato alla CNN che ormai il 37% dei turisti si affida all’AI per pianificare i viaggi, fidandosi degli algoritmi più che delle recensioni umane. Tuttavia, la ricerca empirica suggerisce un dato allarmante: “Il 90% degli itinerari generati dall’AI contiene errori”. Se nel caso della Tasmania l’errore si è risolto con una delusione e qualche birra al pub, Hardy avverte che le “allucinazioni” dell’AI possono avere implicazioni pericolose, specialmente quando suggeriscono percorsi di trekking in aree remote senza copertura telefonica, sbagliando la durata o il livello di difficoltà. Hennessey ha rimosso tutti i contenuti generati dall’AI e si è scusato. Kristy Probert, dal canto suo, ha mostrato solidarietà verso i colleghi dell’agenzia: “È difficile mantenere tutto aggiornato per le piccole imprese. Sembrano brave persone, tutti commettiamo errori. Questo è stato piuttosto divertente”. E rassicura i futuri visitatori: a Weldborough c’è molto da fare. Basta non portare il costume da bagno.
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