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Assalto al portavalori, kalashnikov e fiamme nel Salento: ma non è un film. E il finale lo scrivono i Carabinieri: due fermi (video)

Un commando armato di kalashnikov, tute mimetiche, esplosivi e auto in fiamme. Quella che sembra la sceneggiatura di una serie Netflix è la cronaca di una mattinata di terrore sulla statale 613. Ma la fuga dei banditi potrebbe essere già arrivata alla resa dei conti. Due persone sono state sottoposte a fermo dai carabinieri del Comando Provinciale di Lecce in relazione all’assalto al furgone portavalori verificatosi stamattina sulla strada statale Lecce-Brindisi. Sono state bloccate nel territorio di Lecce, verso il quale i malviventi si sono diretti subito dopo la rapina.

Brindisi, assalto al portavalori: due fermi e ritrovata una delle auto usate in azione

Non solo. I carabinieri avrebbero già ritrovato nelle campagne di Squinzano in provincia di Lecce una delle auto utilizzate dai banditi per l’assalto al furgone portavalori. Nel frattempo, le immagini che circolano in rete potrebbero tranquillamente sembrare uscite dal set de La Casa di Carta o di un poliziesco d’azione stile Michael Mann. Eppure, il fumo nero che si è alzato stamattina sulla strada statale 613, all’altezza di Tuturano, non era di sicuro il frutto di effetti speciali o virtuosismi digitale. Era il segnale, più concreto che mai purtroppo, di un assalto mirato. Studiato nei minimi dettagli. E organizzato al minuto, che ha trasformato un lunedì mattina nel Salento in un campo di battaglia.

La dinamica: un piano ad alto tasso criminale e “da grande schermo”

L’azione del commando è stata fulminea e simil “paramilitare”. I malviventi in azione allora, col volto coperto da passamontagna e mimetizzati in tute bianche e nere, hanno bloccato la carreggiata in direzione sud, mettendo di traverso un autocarro e dandogli fuoco. Un metodo collaudato per creare il caos. Paralizzare il traffico. E isolare l’obiettivo: un furgone blindato scortato da un secondo mezzo. Così, sotto gli occhi increduli degli automobilisti bloccati nel senso opposto di marcia, i banditi hanno circondato il portavalori imbracciando i kalashnikov. E seminando il panico tra i malcapitati automobilisti in circolazione. Non solo. Per scardinare il portellone, non hanno usato la forza bruta o attrezzi manuali. Ma del potente esplosivo che ha provocato una densa nuvola di fumo che – come da copione – ha avvolto l’intera scena.

Un’azione ad alto tasso criminale e… “cinematografico”

Quindi sono scappati nel territorio di Squinzano in provincia di Lecce, proprio mentre gli automobilisti che si trovavano sulla carreggiata opposta – peraltro interessata da lavori e quindi a una sola corsia – ancora stavano assistendo tra lo choc e lo sconcerto, alla scena da film… Sì, perché quella a cui hanno assistito gli involontari testimoni del crimine, è una sequenza criminale che ricalca pedissequamente l’estetica dell’action-movies e i topos delle produzioni cinematografiche e delle serie tv di genere, dove la spettacolarità del colpo serve a intimidire e a disorientare i testimoni (e a catturare spettatori). Il bottino in palio? Non preziosi o sacchi di denaro in quel caso: ma generose fette di audience…

Assalto al portavalori, ma il finale lo decidono forze dell’ordine e inquirenti

Ma se nei film i banditi spesso riescono a svanire nel nulla dopo un inseguimento mozzafiato, la realtà giudiziaria al momento sembra alle prese con la stesura di una sceneggiatura dal finale diverso. Nella realtà investigativa infatti – con buona pace della finzione cinematografica – la risposta delle forze dell’ordine è stata immediata. E dopo un inseguimento sulla statale che ha coinvolto Polizia e Carabinieri, la fuga del commando si è diretta verso il leccese e qualcosa ha ricondotto sulle tracce dei malviventi.

Assalto al portavalori, azione da serie Netflix, finale da cronaca di successo

Poche ore dopo l’assalto, non a caso, sono arrivati i primi risultati concreti: due fermi – i carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno bloccato due sospetti nel territorio del capoluogo salentino. La loro posizione è ora al vaglio degli inquirenti –. E il ritrovamento dell’auto: nelle campagne di Squinzano, come anticipato in apertura, è stata rinvenuta una delle vetture utilizzate per la fuga. Un tassello fondamentale per risalire all’intera rete del gruppo criminale. E stavolta non è il finale di un film o di una serie: è l’esito concretissimo di un successo investigativo… (Di seguito il video dell’assalto al portavalori nel Brindisino ripreso da un automobilista e postato, tra gli altri, da SkyTg24 su X).

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