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Malagò commenta l’ottimo avvio dell’Italia ai Giochi: “Incredibile la multidisciplinarietà delle medaglie”

Sprizza di gola e soddisfazione Giovanni Malagò dopo la grande partenza dell’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, capace di raccogliere nei primi due giorni ben nove medaglie (un oro, due argenti e sei bronzi), di cui sei conquistate solo nella giornata da record di ieri.

L’ex Presidente del CONI nonché attuale Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, intercettato dai microfoni della RAI – precisamente quelli della trasmissione di Radio Anch’io Sport su RAI Radio 1 – ha commentato con grande entusiasmo le prestazioni della compagine tricolore, rimarcando le differenze importanti rispetto al passato: 

Ieri è stata una giornata incredibile: sei medaglie in 24 ore alle Olimpiadi invernali rimarranno nella storia.Incredibile la multidisciplinarietà delle medaglie – ha detto Malagò – Questo è fondamentale nel programma olimpico e nel medagliere finale“.

L’autorità ha poi proseguito: “Siamo terzi ora, anche se la strada è ancora lunghissima. Per quantità di medaglie saremmo straprimi. Sono sempre stato dell’idea che la forza di un Paese la si vede in quante medaglie di sport diversi riesci a guadagnare, non necessariamente quelle d’oro”. 

Malagò crede che la grande competitività a livello globale dell’Italia sia dovuto a tre fattori: “Il materiale umano che noi sappiamo trattare particolarmente bene, la professionalità del Coni ed i tecnici formati molto bene, con corsi e strutture di base su percorsi di crescita agonistica che fanno la differenza”. 

Non è mancato poi un commento su Federica Brignone, decima nella discesa libera: “Impressionante la lucidità di Federica, anche nelle dichiarazioni. Le ho fatto i complimenti. Ha dimostrato di essere oggettivamente una fuoriclasse. Arrivare decimi in quel contesto di complessità mentali oltre che fisiche onestamente lascia bene sperare per SuperG e Gigante”. 

Il Presidente della Fondazione ha poi parlato probabilmente dell’unica pecca che ha macchiato la Cerimonia d’Apertura, relativa ad alcune porzioni di spalti vuoti: “Vero, ma l’alternativa era concentrare in un unico posto le delegazioni. E questo implicava due aspetti: chi stava a Livigno o Cortina doveva viaggiare la notte e magari poi il giorno dopo aveva le gare. E poi dovevamo valorizzare il concetto di Olimpiadi diffuse. Infrastrutture ancora da completare? Per quelle opere il Comitato organizzatore non c’entra nulla. Noi siamo sempre stati al fianco di chi le ha volute e di chi le ha portate avanti. A Roma nel 1960, l’aeroporto Fiumicino, oggi considerato il miglior aeroporto d’Europa, è stato completato ben oltre l’Olimpiade. Non voglio dare giustificazioni, ma due anni di Covid e le guerre hanno condizionato tutto questo. L’importante è che sono state cantierate e che miglioreranno la vita dei cittadini, non solo degli sportivi“.

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