In principio era Giuda, oggi è Vannacci: dal nuovo testamento ad Alfano e Di Maio, così è cambiata la figura del voltagabbana
I voltagabbana, e il caso Vannacci ne è ulteriore e definitiva conferma, in Italia rappresentano l’idea che l’opinione non abbia bisogno di una ragione, che in politica la passione non conti, la lealtà non sia un valore e la coerenza non riassuma una disciplina, un comportamento etico. L’opinione che sostiene il largo esercito dei trasformisti è appunto l’assenza di un’opinione, di un’idea fondativa, di una pietra politica a cui far posto nella grande prateria della furbizia. E’ dunque la scaltrezza radice e senso politico dell’agire dei tanti che hanno occupato lo scranno in Parlamento senza una passione e anche senza una ragione. Si potrebbe dire effetto collaterale del suffragio universale? Resta il fatto che è comunque spia della perforabilità del sistema democratico, dello stravolgimento del senso del voto, del consenso, dell’attribuzione della fiducia dell’elettore nei confronti dell’eletto. Siamo, per concludere, al trasformismo come spirito dell’età.
Per gli smemorati o solo per gli appassionati una rapida carrellata di alcuni dei trasformer di casa nostra.
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