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Lite Calenda-Vannacci: “Traditore, lei è il patriota di Putin”. “Prenda il fucile e vada ad aiutare gli ucraini”. Su La7

Tensione alle stelle a L’aria che tira (La7) tra il leader di Azione, Carlo Calenda, e l’europarlamentare Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale. La polemica esplode quando l’ex leghista ribadisce la sua posizione sulla necessità di porre fine alla guerra in Ucraina, scatenando il dissenso in studio: “Prolungare questa guerra, continuando a dare armi e sostegno economico incondizionato all’Ucraina, non fa bene all’Ucraina perché l’esercito russo sta continuando inesorabilmente ad avanzare. Più si allunga la guerra e più si allunga la sofferenza del popolo ucraino e la pace di oggi ci costerà sicuramente di meno della pace di domani”.

Calenda ovviamente non concorda e ribatte duramente: “Gli ucraini combattono per la propria patria, concetto che a un ex generale dovrebbe essere chiaro. Non combattono per procura, chiedono di combattere. E lo stanno facendo con una grande lezione di coraggio”.
Poi l’affondo: “Io, però, riconosco al generale Vannacci, ma da quando era in Russia come militare, una coerenza, perché lui ha sempre supportato la Russia. Poi uno si può domandare come sia finito un generale appartenente a un paese della Nato a sostenere la Russia. Penso che abbiamo un problema di gestione dei curriculum delle forze armate. Ma lui è sempre stato coerente, lui è pro Putin – rincara – Riconosco l’assoluta fedeltà del generale Vannacci a Putin. Poi c’è un articolo del codice penale, che purtroppo io non posso applicare e che si chiama ‘intelligenza con lo ‘straniero’. Io ci darei uno sguardo in più”.

“Comincio col replicare al re Mida al contrario, cioè all’onorevole Calenda – risponde Vannacci – No, non sono assolutamente pro Putin, né pro Russia, io sono pro Italia e pro Europa. E siccome le spese di questa guerra, oltre che pagarle gli ucraini chiaramente, le paga l’Europa a tutto tondo, sia con il prezzo dell’energia e delle materie prime che è andato alle stelle, con le famiglie che non pagano più le bollette a fine mese, ma anche con l’invio di soldi a qualcuno che poi ci compra i cessi d’oro, le ville di lusso e gli yacht e magari ci passa anche qualche serata con qualche prostituta. Allora, ritengo che questi soldi e questi armi siano inopportuni”.
E aggiunge: “L’esito della guerra in Ucraina è ormai stabilito, peraltro sono quattro anni che noi continuiamo con questa strategia, che non ha dato alcun risultato. Se Calenda vuole andare a combattere, prenda lo zaino, prenda il fucile, prenda gli scarponi e vada ad aiutare gli ucraini“.

Furibonda la controreplica di Calenda: “Vannacci, noi ti abbiamo pagato lo stipendio per anni per difendere l’Italia, cioè la cosa che stanno facendo gli ucraini dalla Russia. Se uno che non capisce questo, vuol dire che gli abbiamo dato un sacco di soldi ad minchiam, perché uno che non comprende che difendere la propria patria è un fatto fondamentale per una persona che è stata nell’esercito, vuol dire che noi abbiamo speso un sacco di soldi per uno che, se avesse avuto un invasore di fronte, se la sarebbe fatta sotto e sarebbe scappato“.
E chiosa, prima di salutare tutti e di abbandonare il collegamento: “Gli ucraini non chiedono a nessuno di andare a combattere per loro, chiedono di avere le armi per combattere per noi. E quindi, quando ne parla, lo faccia con rispetto, perché hanno un senso della patria che lei, dopo tutte queste X, queste cazzate su patria, onore, eccetera, eccetera, dimostra di non avere. Lei è il patriota di Putin. E, come tale, un traditore della patria. Questo è lei, signor Vannacci.”.
L’europarlamentare commenta: “Calenda certamente non mi insegna come essere patriota, lui che ha trasformato in qualcosa di indicibile qualsiasi cosa che abbia toccato”.

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