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“La pista nera sulle stragi di mafia è aria fritta”: parola del procuratore di Caltanissetta. Colosimo: qualcuno vuole ancora depistare?

L’ultima audizione in commissione Antimafia del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca mette una pietra tombale sulle elucubrazioni relative alla fantomatica pista nera che avrebbero portato alle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Audizione in antimafia, smontate le ricostruzioni di Report

“Dopo aver affermato in una precedente audizione che la pista nera varrebbe ‘uno zero tagliato’, il procuratore di Caltanissetta “ha smontato integralmente le ricostruzioni fantasiose del famigerato servizio di Report, mostrando come tutti i contenuti del servizio siano gravemente viziati da parzialità e basati su dichiarazioni inattendibili”. Così in una nota congiunta i componenti di Fratelli d’Italia della commissione Antimafia.

“È la conferma – prosegue la nota – che il sedicente giornalismo di inchiesta di Ranucci stia rimestando nel torbido e stia dando manforte alla fantomatica tesi confezionata ad arte evidentemente da chi da questa teoria trae vantaggio. Il senatore Scarpinato, oggi peraltro presente in commissione, si è reso parte attiva nel confezionare una pista che non solo è totalmente infondata, ma che è verosimilmente servita a distogliere l’attenzione da dossier molto più consistenti come quello di mafia e appalti. Ci riserveremo di chiedere alla trasmissione Report di volerci fornire dettagli sulla fondatezza delle fonti”, concludono da Fratelli d’Italia.

Gasparri: in Antimafia demolite le fandonie delle piste nere

Ancora più esplicito il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. “Una analisi puntuale, lucida, impietosa: il Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, De Luca ha demolito le fandonie sulle ‘piste nere’ in materia di stragi mafiose. De Luca ha analizzato punto per punto le affermazioni false diffuse da Report, utilizzando fonti inattendibili che tali risultano essere da atti giudiziari. La trasmissione Rai ha preso per oro colato le dichiarazioni di Maria Romeo e di Walter Giustini, che riferivano di tale Alberto Lo Cicero, deceduto nel 2007, personaggi inattendibili perché tali sono stati riconosciuti da attività giudiziarie che De Luca ha citato punto per punto. Peraltro, questi aspiranti collaboratori si sono contraddetti tra di loro. L’intervento di De Luca è stato ampio e andrà analizzato nei suoi singoli aspetti, ma ha ridicolizzato i racconti diffusi da Mondani e da Ranucci, che hanno creduto alle barzellette diffuse da Lo Cicero, che parlava di auto blu con dentro Delle Chiaie nei pressi di Capaci. Giustamente De Luca ha detto: “Ci mancava solo la bandierina di Avanguardia Nazionale e quella dei servizi segreti per farla riconoscere meglio”.

De Luca impietoso contro i disinformatori che abusano del servizio pubblico

“Alla fine del suo intervento De Luca ha ribadito il suo deciso impegno, anche se dovesse pagare un prezzo elevato, ma questo suo impegno lo dedica ai figli di Borsellino, che gli hanno attestato fiducia, ed a tutte le vittime delle stragi mafiose, offese dai mentitori, rispettate da chi cerca la verità e da chi smonta i depistaggi delle ‘piste nere’ – conclude Gasparri – alimentate per oscure ragioni da Ranucci, Mondani e company”.

Chiara Colosimo: “C’è ancora qualcuno che vuole depistare?

”Quello che io non ho mai fatto, ma che oggi intendo fare, è sottolineare due cose emerse”, commenta a margine dell’audizione, la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo. “Una è il riferimento ai colleghi Camassa e Russo sull’amico che ha tradito Borsellino a cui segue, noi sappiamo, una frase di Borsellino: ‘qui è un nido di vipere’. E questo lo intendo sottolineare, perché vuol dire che il lavoro che stiamo facendo credo vada nella direzione giusta”.’

‘Il secondo”, per Colosimo “molto più preoccupante”, è “l’accostamento che ha fatto il procuratore De Luca tra Lo Cicero e Scarantino, perché Scarantino è ad oggi l’emblema del depistaggio – ha continuato – C’è ancora qualcuno che vuole depistare?”, si è chiesta Colosimo. Ciò che è emerso dalle ”prime audizioni dell’avvocato Trizzino in rappresentanza dei figli del giudice è ”l’isolamento e soprattutto il continuo tentativo di non voler leggere le carte che invece parlano e continuano a parlare”.

Cantalamessa: “Hanno costruito carriere su menzogne giudiziarie”

“Le dichiarazioni su Lo Cicero e Scarantino – osserva il senatore Gianluca Cantalamessa, capogruppo Lega in Commissione parlamentare Antimafia – sono state definite per ciò che sono: patacche prive di fondamento investigativo. Siamo di fronte alla fine di una narrazione alimentata da chi ha costruito carriere su menzogne giudiziarie. Il procuratore è stato tranchant definendo certe tesi sulla strage di via d’Amelio come ‘carta straccia e aria fritta’”. “È il crollo di tesi – conclude Cantalamessa – costruite sotto dettatura, spesso rilanciate da una stampa priva di spirito critico. L’audizione di oggi restituisce dignità alla ricerca della verità, quella reale, allontanando finalmente falsità e suggestioni che hanno inquinato per troppo tempo la vita democratica del Paese”.

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