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“Se volevo nascere donna? Quello no, sto bene così. Sono un fiero eterosessuale e non avendo conflitti con le donne le rappresento come sono, senza ambiguità erotiche”: parla Emma Coriandoli – Maurizio Ferrini

Si chiama “A Carnevale ogni scherzo vale” il libro che Maurizio Ferrini firma assieme a Giovanni Fabiano e la protagonista è la signora Coriandoli, il personaggio che Ferrini interpreta da anni e che il pubblico ama sempre di più. Il racconto al Corriere della Sera della storia di questa casalinga di Bagnocavallo parte dalla prima apparizione a Domenica In e poi a Striscia La Notizia dove “la Coriandoli è diventata un vero personaggio”.

Con Ricci, spiega Ferrini, “siamo amici. Sapeva creare un clima molto studentesco, da universitari fuori sede. Eravamo un gruppo affiatato. Ci divertivamo parecchio“. E non manca Renzo Arbore perché la tv arriva grazie a lui: “Gli mandai una cassetta e lui mi chiamò un anno e mezzo dopo”. A proposito del libro, quando a Ferrini viene chiesto se sia un inno alla superiorità delle donne, visto che i personaggi femminili sono tutti migliori di quelli maschili, risponde: “Sempre. Io sono un fiero eterosessuale e non avendo conflitti con le donne cerco di ritrarle come sono senza ambiguità erotiche. Questo a quanto pare è apprezzato”.

E alla domanda se gli sarebbe piaciuto nascere donna, risponde: “No, quello no. Sto bene così”. Aneddoti ce ne sono a non finire come quando Gianni Agnelli invitò Arbore e la sua banda, Ferrini compreso, nelle sue residenze per fare una puntata di “Quelli della notte”: “Sul palco mi complimentai perché sembrava una riuscitissima Festa dell’Unità e poi iniziai a cantare Bandiera Rossa. La metà degli invitati se ne andò, ma in realtà erano stati messi alla prova da Agnelli: voleva vedere chi aveva il senso dell’umorismo, chi non ce l’aveva veniva declassato”.

Grande successo ma anche periodo di difficoltà, e poi il ritorno con Che Tempo Che Fa per il quale deve ringraziare “forse indirettamente ad Arbore, forse mi ha suggerito a Fabio Fazio”. Con Frassica l’amicizia è vera: “Siamo molto sinceri, ci diciamo il bello e il brutto, ci confessiamo le cose privatissime, intime” e conferma che il collega lo ha anche aiutato in un momento difficile (“mi è stato molto vicino”). Si arriva, impossibile non farlo, anche alla stretta attualità con il caso Pucci: “L’Italia a livello culturale è come il Paraguay nel Sud America, all’ultimo posto. In un Paese sano, di grande civiltà e democrazia, si possono prendere in giro tutti. Il comico deve essere libero di avere un’identità politica o di non averla, deve essere libero di criticare tutti”. Comicità, dunque, senza paletti: “È l’ovvio. È una verità, come dire: c’è il sole nel cielo. A volte l’Italia è imbarazzante. E con Pucci è stata imbarazzante“.

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