Meloni e l’orgoglio delle 500 cose fatte. “Ora riformiamo la giustizia. Italiani, votate Sì per voi, non per me…”
L’intervista serale al direttore di Sky, Fabio Vitale, arriva al termine di una giornata che definire intensa è dire poco. Un’altra sentenza anti-governo sui migranti, il Board of Peace di Trump che decolla senza alcuni Paesi e con le proteste della sinistra italiana, la rabbiosa reazione di Macron alle parole sul vile omicidio dell’attivista di destra in Francia, per non parlare dell’ennesima giornata di veleni sul referendum. Ma Giorgia Meloni parte facendo un passo indietro, nel colloquio con il colosso tv, da quel monito lanciato da Mattarella nel corso di una seduta del Csm, che qualcuno ha interpretato come un invito al centrodestra a non attaccare i giudici. “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore, ci eravamo visti la sera prima che andasse alla riunione del Csm nel tradizionale incontro dell’anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste e anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo il rispetto delle istituzioni e penso sia stato giusto il passaggio in cui il presidente dice anche che è un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica”, dice la presidente del Consiglio nell’intervista a Sky Tg24.
Referendum, Meloni chiede un voto sul merito
“A me fa molto sorridere ‘il governo se perde il referendum va a casa’…Allora, io ho già chiarito ma interessa agli altri, perché chi non può parlare del merito della riforma per cercare portare i suoi sostenitori a votare deve spostare l’obiettivo. Se l’obiettivo non è la riforma, ma è mandare a casa Meloni…. Noi votiamo per le elezioni politiche fra un anno, quando gli italiani mi vogliono mandare a casa fra un anno hanno un’enorme occasione di mandarci a casa”., ha detto Meloni sul referendum sulla giustizia.
“Io – ha continuato la premier – a differenza di altri, non sono una che rimane abbarbicata al potere se gli italiani non vogliono che io continui a governare questa nazione. Quindi fra un anno gli italiani ci giudicheranno, chiaramente dopo tutto il lavoro che è stato fatto, io credo che sia giusto che ci giudichino sul complesso del lavoro fatto: la riforma della giustizia è importantissima, ma è una delle 500 cose che abbiamo fatto. Vorrei che fossimo giudicati sul complesso. Il 22 e il 23 marzo si vota sulla giustizia non sul governo e qualsiasi decisione prenderanno inciderà sulle loro vite molto oltre la durata di questo governo, perché una riforma costituzionale così importante incide sulla tua vita e su quella dei tuoi figli”. Poi l’appello, anzi, il consiglio agli italiani. “Un consiglio agli italiani: andate a votare, ma votate con coscienza, guardando a quello a cui state votando. E votate per voi, non per me, contro di me, perché non c’entra niente“, dice ancora Meloni.
Liberare i magistrati dalle correnti
“Io penso che sia molto importante che questa campagna referendaria rimanga sul merito di quello di cui stiamo parlando. Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango, mi pare che sia più un tentativo di quelli che hanno difficoltà ad attaccare una riforma che in passato, in vario modo, hanno sostenuto e proposto. Credo che non convenga a chi, come noi, ha fatto banalmente una riforma di buon senso: non è una riforma di destra o di sinistra, lo dimostra proprio il fatto che è stata negli anni e nei decenni proposta dalle più svariate componenti politiche”. E nel merito, Meloni spiega: “E’ una riforma di buon senso – ha ribadito – che consente di avere una giustizia più giusta, di liberare il merito dei magistrati anche dal giogo delle correnti e che stabilisce un principio banale ma anche molto importante, che anche il magistrato qualora dovesse sbagliare viene giudicato da un organismo terzo”.
“Non personalizzo un tema che è così importante per la vita dei cittadini. Io penso che migliorare lo stato della giustizia italiana non sia qualcosa che si fa per il governo o contro, lo si fa per sé stessi, per l’Italia, per avere una nazione più moderna. Ogni volta che si cerca di far qualcosa per migliorare lo stato della giustizia i toni diventano apocalittici. Perché tutto in Italia si può migliorare tranne che la giustizia? E’ così perfetta?” Serve “migliorarla vale anche per i magistrati, questa non è una riforma contro i giudici. Si può non essere d’accordo, ma non capisco i toni apocalittici, da fine del mondo, che si stanno utilizzando”, ha detto ancora.
“Disponibilità per Board of peace”
“Per quanto riguarda il Board of peace credo si tratti di una riunione molto concreta costruita su come implementare la pace – ha proseguito Meloni affrontando i temi di politica internazionale -. Un’importante contributo della comunità internazionale e l’Italia sta offrendo la propria disponibilità. Per l’Iran credo ci si debba assicurare che non ci sia un’arma nucleare, mentre per l’Ucraina vedo passi avanti con un lavoro molto buono sulle garanzie di sicurezza, ma la Russia continua ad avere pretese irragionevoli”. Sulla polemica a distanza con il presidente francese Macron per la morte dell’attivista di estrema destra Quentin Deranque, la premier ha dichiarato: “Non mi aspettavo questa dichiarazione, la mia riflessione non è sulla Francia ma sui rischi della polarizzazione nella società. Ingerenza è un’altra cosa, tipo quando un leader eletto dice vigileremo su un altro Paese”.
“Decreto bollette coraggioso”
Sul fronte interno e sulle misure del governo, invece, ha detto: “Il decreto bollette è un provvedimento coraggioso, liberiamo 5 miliardi di euro. Passando alla frana di Niscemi, il decreto maltempo interviene su danni per tutte le regioni, ci sono 150 mln per demolire case da demolire e mettere in sicurezza il resto ed evitare che riaccada come dopo gli anni 90″.
Quindi l’orgoglio sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: “Lasciano la consapevolezza di quanto questa Nazione sia straordinaria, sono fiera dei ragazzi che hanno portato la nostra bandiera”.
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