La specializzazione dell’Olanda: con medaglie da soli due sport è terza nel medagliere davanti all’Italia
Come si dovrebbe leggere e valutare il medagliere di un’Olimpiade? È una domanda che divide da sempre e alla quale vengono date risposte differenti, spesso inconciliabili. Da un lato c’è il fronte degli “oro-centrici”, convinti che l’eccellenza assoluta sia l’unico parametro che conti davvero; dall’altro, chi preferisce un’analisi complessiva dei podi, provando a misurare il valore di una spedizione attraverso una valutazione più ampia e articolata dei risultati ottenuti dai singoli Paesi.
L’Italia è stata senza dubbio protagonista di un percorso straordinario nella rassegna a Cinque Cerchi di Milano Cortina. Trenta medaglie complessive, di cui dieci d’oro, rappresentano un bottino paragonabile a quello delle migliori edizioni dei Giochi estivi e segnano un primato storico per l’Olimpiade invernale azzurra. Eppure, non mancano i motivi di rammarico se ci si affida al conteggio “classico” del medagliere: a parità di ori (dieci), i Paesi Bassi (3° posto nel medagliere) precedono l’Italia (4° posto nel medagliere) pur avendo conquistato meno medaglie totali (20 contro 30). La discriminante è un solo argento in più, sette contro sei, a favore della delegazione neerlandese.
Una delegazione che ha costruito il proprio successo facendo leva su una specializzazione estrema, attingendo esclusivamente ai bacini tradizionali della propria cultura sportiva invernale: il pattinaggio di velocità su pista lunga e lo short track. Nello speed skating la squadra “tulipana” ha raccolto 13 podi (5 ori, 6 argenti e 2 bronzi), ai quali si aggiungono i 7 del pattinaggio su pista corta (5-1-1). Numeri impressionanti, ma fortemente concentrati.
Ed è proprio qui che si apre la questione centrale: ha davvero senso fermarsi a una lettura puramente aritmetica del medagliere? Il dubbio è più che legittimo se si considera che l’Italia ha conquistato podi in dieci discipline diverse, dimostrando una versatilità e una completezza nettamente superiori rispetto alla squadra olandese. Una spedizione capace di essere competitiva su fronti molteplici racconta una storia diversa, forse più profonda, rispetto a chi domina eccellentemente, ma quasi esclusivamente, in uno o due settori.
Il medagliere, dunque, non è un verdetto assoluto, ma uno strumento interpretabile. E come ogni strumento, restituisce significati differenti a seconda delle chiavi di lettura adottate. In questo senso, tutte possono essere legittime, purché si abbia l’onestà intellettuale di riconoscerne limiti e implicazioni.