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Short track, una grande Olimpiade per l’Italia. Record di Pechino eguagliato ed il futuro è roseo

Gli sport del ghiaccio sono stati straordinari protagonisti nell’Olimpiade azzurra di Milano Cortina 2026. Un’edizione dei giochi fenomenale come federazione per la FISG, che ha collezionato ben undici medaglie, stabilendo un nuovo primato. Dallo speed skating al curling, dal pattinaggio artistico allo short track, numeri davvero impressionanti per un movimento che è in continua crescita e che ha già gettato le basi per un nuovo quadriennio.

Questo è soprattutto il caso dello short track. Se da una parte c’è l’eterna Arianna Fontana, probabilmente arrivata all’ultimo giro olimpico della carriera, dall’altra c’è una squadra giovane e pronta ad essere nuovamente protagonista nei prossimi quattro anni. La carta d’identità è dalla parte degli azzurri, che possono ulteriormente crescere e arrivare in Francia nel 2030 con l’obiettivo di migliorare ulteriormente le quattro medaglie vinte a Milano.

Ovviamente è l’Olimpiade del record di Arianna Fontana, che ancora di più mette la parola leggenda vicino al suo cognome. La valtellinese è riuscita ad arrivare a quattordici medaglie olimpiche, superando Edoardo Mangiarotti. Due medaglie in staffetta (oro nella mista e argento con le altre azzurre) e poi l’argento individuale nei 500 metri, arrivando con la solita intelligenza tattica ed una condotta di gara perfetta fin dai quarti di finale. Purtroppo nei 1000 metri anche per via di un contatto non è riuscita ad agguantare il podio, mentre nei 1500 ha probabilmente pagato le fatiche e i dolori dopo la bruttissima caduta nei quarti. Restano comunque tre finali A in tutte le distanze e davvero rimane il dubbio se Arianna deciderà di continuare ancora oppure di chiudere davvero il cerchio a Milano vent’anni dopo Torino.

Potevano e forse dovevano essere i Giochi di Pietro Sighel ed in parte lo sono anche stati, visto che il trentino ha comunque portato a casa un fantastico oro nella staffetta mista e poi il bronzo con gli altri compagni di squadra. Dopo la mista, però, tutto è girato in maniera storta per Sighel, che ha vissuto davvero delle giornate sfortunate, diventato il bersaglio involontario degli avversari sul ghiaccio e poi vittima anche di decisioni della giuria davvero incomprensibili. La severissima punizione nei 1000 metri, poi la caduta nei 1500 per colpe non sue e poi la clamorosa decisione della giuria nei 500 metri di non ripescarlo in finale. Anche nell’ultima giornata con la staffetta è apparso un Pietro nervoso, che ha anche commesso qualche errore, ma che comunque è riuscito a prendersi il bronzo insieme ai suoi compagni, ma certamente lo stesso Sighel sperava di vivere un’Olimpiade in casa diversa.

Proprio le staffette rappresentano la bontà del movimento azzurro. Sono arrivati un oro, un argento ed un bronzo, tre medaglie che sono state la conferma di questi anni vissuti sempre al vertice dall’Italia. Thomas Nadalini è definitivamente esploso in questa stagione ed insieme a Sighel può davvero essere una punta nel futuro imminente in qualsiasi distanza. Elisa Confortola è un talento cristallino e non c’è alcun dubbio che in questo prossimo quadriennio si toglierà grandi soddisfazioni, visto che le manca davvero solo un piccolo ulteriore step di crescita per competere con le migliori al mondo soprattutto tra 1000 e 1500 metri.

Lo short track azzurro dunque è davvero in buonissime mani ed il lavoro svolto in questi ultimi quattro anni dallo staff tecnico azzurro è stato davvero notevole. Gli allenatori italiani non hanno mai avuto il timore di lanciare i giovani, dando loro spazio ed occasioni. I frutti sono arrivati a Milano Cortina 2026, ma il progetto 2030 è già pronto e sicuramente l’Italia sarà ancora una volta grande protagonista sul ghiaccio europeo ed internazionale.

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