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Julien Benneteau analizza la rivalità tra Sinner e Alcaraz: “Lo spagnolo è entrato nella testa dell’italiano…”

Ospite negli studi di RMC Sports, l’ex numero 25 del ranking mondiale Julien Benneteau ha analizzato il momento che sta vivendo il tennis d’élite, soffermandosi in particolare sul rendimento dei protagonisti al vertice della classifica. Il riferimento principale è stato il dominio recente dello spagnolo Carlos Alcaraz, reduce dal successo all’ATP 500 di Doha contro Arthur Fils e dalla vittoria degli Australian Open nel mese di gennaio.

Secondo Benneteau, esiste un fattore chiave che spiega l’attuale confronto psicologico con Jannik Sinner, ma l’ex tennista francese ha invitato alla cautela nel trarre conclusioni affrettate. Come ha chiarito lui stesso: “Nonostante questa fase in cui c’è un calo di forma non occorre dare per finito Jannik”.

L’ex giocatore transalpino ha poi approfondito il tema del dualismo, sottolineando come la supremazia dello spagnolo non sia destinata a essere assoluta: “Alcaraz non vincerà tutte le partite, ne perderà alcune. Penso che Sinner riuscirà a batterlo nel corso della stagione. Ma a oggi, a fine febbraio, l’iberico dal 1° gennaio è stato impressionante. Non credo di averlo mai visto così forte. Tuttavia, tre settimane prima dell’inizio della stagione, era stato Jannik a sconfiggerlo a Torino. Non c’è un abisso tra i due“.

Nel suo ragionamento, Benneteau ha anche collegato il momento del pusterese alla sconfitta subita contro Novak Djokovic nella semifinale a Melbourne, spiegando come questo passaggio possa aver inciso sulla brillantezza dell’azzurro. Tuttavia, guardando avanti ai grandi appuntamenti sul cemento americano, Indian Wells Masters e Miami Open, il francese resta convinto che Sinner tornerà protagonista.

Il punto centrale della sua analisi resta però l’aspetto mentale e tattico, espresso senza mezzi termini: “Sinner è forse un pochino meno brillante e probabilmente ha accusato il colpo dopo la sconfitta contro Djokovic in semifinale agli Australian Open. Ma nella tournée americana con i Masters 1000 di Indian Wells e Miami bisognerà fare i conti con lui. Non perderà agli ottavi o ai quarti ogni volta. Penso che Alcaraz gli sia entrato nella testa, perché l’italiano sta cercando di evolvere il suo gioco in funzione di Carlitos. Mentre o spagnolo ha una versione molto più completa rispetto a quella di Sinner“.

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