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Salvini: “Pronti 1,2 miliardi per 60mila alloggi popolari: senza il superbonus non avremmo liste di attesa”

‘C’è stata una riunione questa mattina a palazzo Chigi per definire uno strumento finanziario di urgenza, dedicato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblici. L’obiettivo è mettere a terra in temi brevissimi, quindi vuol dire aprire i cantieri già nel 2026, 1,2 miliardi di euro, per recuperare circa 60.000 alloggi attualmente inutilizzabili per carenze manutentive”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nel corso del question time alla Camera.

”Se avessimo potuto avere a disposizione di questo governo la metà dei soldi che qualcuno ha usato per il superbonus avremmo sistemato le case popolari di tutta Italia e non avremmo una persone in lista di attesa”, ha aggiunto Salvini.

Il programma del governo

Il piano del governo Meloni è molto chiaro. Prevede lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro (di cui circa 1 miliardo derivante da fondi PNRR) per riqualificare appartamenti sfitti o in cattive condizioni e assegnarli a famiglie in difficoltà. Il piano mira a favorire l’acquisto di case per i giovani e a mettere a disposizione alloggi a canone agevolato per anziani e padri separati.

Il governo punta a realizzare complessivamente 100.000 alloggi nell’arco di dieci anni attraverso il nuovo Piano Casa.

I dettagli

Gli interventi mirano a rendere disponibili questi 60.000 alloggi entro febbraio 2027. Parallelamente al recupero dell’edilizia popolare, il governo ha lanciato un progetto decennale per ampliare l’offerta abitativa a canone calmierato. E’ previsto il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, puntando anche sul social housing e su modelli come il rent-to-buy per i giovani.

Decenni di ritardi

Si stima che oltre 300.000 famiglie siano attualmente in attesa di un alloggio popolare, con punte critiche in città come Milano, dove la lista d’attesa conta circa 60.000 persone. Dalla fine del piano Fanfani e dei grandi investimenti del dopoguerra, lo Stato ha progressivamente delegato alle Regioni la gestione, senza però garantire flussi costanti di risorse per la manutenzione straordinaria e la costruzione di nuovi quartieri.

I nuovi requisiti

Recentemente, sentenze della Corte Costituzionale (gennaio 2026) hanno azzerato i criteri di “anzianità di residenza” in molti comuni, stabilendo che il bisogno economico debba prevalere sulla permanenza decennale nel territorio, costringendo molte amministrazioni a riscrivere le graduatorie.

Decenni di “piccole sanatorie” e interpretazioni difformi sulle regolarità edilizie hanno bloccato la compravendita e il riuso di piccoli alloggi, un problema che il Decreto Salva Casa di Salvini mira a risolvere semplificando le tolleranze costruttive. Il piano attuale punta a sbloccare questa situazione attraverso lo stanziamento di 660 milioni di euro iniziali per progetti pilota e il recupero di alloggi già esistenti ma inagibili.

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