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Sanremo 2026 | Poche cover mi entusiasmano, Ditonellapiaga e Tony Pitony semplicemente spaccano. Ecco la mia top 5

Mentre comincia quello che in inglese si chiama earworm, in tedesco Ohrwurm e che in italiano definisco solo un gran disturbo da cui non so liberarmi — ossia frammenti delle canzoni del Festival che riecheggiano in loop nella testa senza sapere esattamente nemmeno di quali pezzi facciano parte — ecco, siamo arrivati alla serata cover.
Gara nella gara, grandi aspettative, promettenti duetti.

Torna Bianca Balti e Laura Pausini apre la serata in gran forma. Nuovamente un messaggio di pace con bandiere inneggianti alla musica. Durante le varie apparizioni prendo appunti, scrivo, annoto, commento, ma mi rendo conto via via che i momenti entusiasmanti, per me, sono pochi.

Elettra Lamborghini e Las Ketchup: non vinceranno la serata ma coinvolgono tutta la platea che balla e si diverte con il tormentone Aserejé, che ha dominato parecchie estati fa.

Eddie Brock e Fabrizio Moro in Portami via: esecuzione alla pari, equilibrati e intonati.

Mara Sattei, dalla pelle di porcellana e look “telefoni bianchi”, canta con Mecna L’ultimo bacio di Carmen Consoli: versione resa più interessante dal bel timbro della Sattei e dal duetto con la voce maschile.

Patty Pravo esegue impeccabilmente Ti lascio una canzone, accompagnata dal ballerino Timofei Andrijashenko.

Levante e Gaia: ci hanno provato, ma… boh.

Malika Ayane e Claudio Santamaria affrontano un pezzo meraviglioso di Mina, Mi sei scoppiato dentro il cuore, e lo fanno egregiamente. La sorpresa è soprattutto lui. Malika gli lascia grande spazio, qualche incertezza iniziale ma poi si riprende alla grande.

Occhi di gatto con Cristina D’Avena e le Bambole di Pezza: un muro di suono rock e un’incursione nei Led Zeppelin in cui la cantante della rock band rivela una potenza di voce incredibile.

Pupo, Dargen D’Amico e Fabrizio Bosso in Su di noi: versione particolarissima, direi straordinaria. Grandissimo impatto emotivo e ottima performance.

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca e Band e, a sorpresa, Gianni Morandi sul palco in duetto con il figlio: visibilmente emozionato.

Maria Antonietta, Colombre e Brunori Sas con Il mondo: bellissima versione con grande personalità, una delle mie preferite dell’intera serata.

Parole parole, portata da Fulminacci e Francesca Fagnani, attesissimi: versione simpatica a parti invertite. La Fagnani un pochino ingessata ma sorridente e gradevole; interagiscono meno all’inizio ma poi si sciolgono.

Andamento lento di Tullio De Piscopo, cantata da LDA e Aka 7even: un classico degli anni Ottanta che rende bene in questa interpretazione.

The Riddle di Raf e i The Kolors: non pervenuto.

E la vita, la vita proposto da J-Ax, Ligera e County Fam porta sul palco una milanesità scanzonata.

E poi arriva. Arriva lei. The Lady Is a Tramp, brano di Frank Sinatra cantato nel 2011 da Lady Gaga e Tony Bennett e proposto ora da Ditonellapiaga con Tony Pitony. Arrangiamento swing trascinante, esplosivo, con l’orchestrazione di Carolina Bubbico: un momento di alta musica, voci e orchestra al top. Bravissima la Maestra Carolina, peraltro mia conterranea, che ha contribuito a fare di questa cover un capolavoro. Dito e Tony insieme ballano e cantano, perfetti e affiatati. A sorpresa arriva il passaggio dal parlato a Baciami piccina. Semplicemente spaccano. Dito e Tony poi dichiarano ai microfoni di Radio2 che inizialmente la loro scelta era stata bocciata a favore di un altro pezzo in italiano di cui mi avrebbe fatto molto piacere sentire la cover, ossia Barbara di Enzo Carella (secondo posto a Sanremo 1979), ma poi si è tornati al progetto iniziale di proporre Sinatra.

Dopo questo momento di grande esaltazione (amo molto lo swing) mi affloscio di nuovo. Ascolto En e Xanax cantata da Enrico Nigiotti e Alfa, che fanno una bella versione del pezzo di Bersani.

Sayf, Mario Biondi e Alex Britti appaiono come dei Blues Brothers un po’ isterici; sul palco anche un paio di mamme mentre Sayf si cimenta con la tromba. Arriveranno secondi, dunque non fidatevi dei miei giudizi!

Arisa interpreta con il Coro del Teatro Regio di Parma il brano della Mannoia Quello che le donne non dicono. Esecuzione perfetta; lei ancora in bianco, sobria ed elegantissima, quest’anno ha un look che esalta molto la sua bellezza. Arriverà terza.

Sal Da Vinci e Michele Zarrillo fanno cantare la platea: virtuosismi.

Nayt e Joan Thiele in una versione dolcissima de La canzone dell’amore perduto: mi ha ricordato l’atmosfera del duetto dello scorso anno in cui Joan partecipò al Festival e portò alla serata cover un duetto con Frah Quintale.

Luchè e Gianluca Grignani in Falco a metà. Grignani, alla consegna dei fiori da parte di Conti, chiede se dentro c’è il numero della Pausini per poterla chiamare: riferimento alla polemica sorta recentemente in occasione della cover della sua La mia storia tra le dita proposta dalla cantante.

Ermal Meta, accompagnato dal produttore e artista Dardust, tira fuori Golden Hour, brano del 2022 di JVKE: interpretazione superba, emozionante, bravissimi entrambi. Uno dei brani che ho apprezzato di più. Già bella la canzone, ancora di più la loro versione.

Mi fermo qui, mentre cancello i commenti alle altre interpretazioni e stilo una mia lista definitiva di gradimenti in ordine sparso: Ditonellapiaga, Dargen, Malika, Maria Antonietta e Colombre e, infine, Ermal Meta.

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