World News in Italian

ATP Acapulco, Cobolli non si nasconde: “Se arrivi in finale significa che te lo meriti”

Non è solo una questione di risultati, è una questione di consapevolezza. Flavio Cobolli si presenta in sala stampa con il sorriso di chi ha appena scacciato i fantasmi del passato e l’orgoglio di chi ha scritto una piccola pagina di storia: è lui, infatti, il primo tennista italiano a raggiungere l’atto conclusivo del torneo di Acapulco. La finale raggiunta in Messico non è arrivata per caso, ma è il culmine di una crescita mentale che Flavio tiene a sottolineare confrontandola con le fatiche degli anni passati. “Due anni fa iniziai male la stagione, e anche l’anno scorso partii con otto sconfitte consecutive” ricorda il romano con estrema onestà. “Persino dopo il primo match con Wawrinka venivo da quattro ko di fila. Ma oggi mi sento un giocatore nuovo, con tanta fiducia e l’energia giusta per tornare in finale”.

Il fattore pubblico e la “garra” nel terzo set

Il match contro Kecmanovic è stato un duello di nervi e fisico, deciso anche dal calore degli spalti. Flavio non si nasconde: nel terzo set le pile erano quasi scariche. “Ero molto stanco nel terzo, lui stava giocando bene e cercava di mettere in campo più energia di me. Ma sentire lo stadio che urla il tuo nome… è più bello giocare così. I messicani sono speciali, mi hanno dato la spinta che mi mancava”.

L’analisi tecnica: il “muro” Kecmanovic

Interpellato sulle difficoltà incontrate contro il serbo, Cobolli analizza con lucidità il tennis dell’avversario: “Tira fortissimo e ama mettere pressione togliendoti il tempo sulla palla. Sa sempre quello che fa e serve molto bene. Inoltre ha una risposta davvero incisiva. Sta molto vicino alla riga ed è difficile rigiocare dopo il suo colpo di inizio scambio. Per questo considero quella di oggi una vittoria molto, molto importante”.

Orgoglio azzurro e “la generazione d’oro”

Il traguardo della finale porta con sé anche un primato statistico: nessun italiano era mai arrivato così in fondo nel tabellone di Acapulco. “Sinner quest’anno sta facendo cose incredibili, ma essere il primo italiano a giocare la finale qui in Messico mi rende davvero orgoglioso”. Ammette Flavio.

E sulla salute del movimento italiano, che lo vede aggiungersi a Sinner e Fognini come unico azzurro dal 2009 capace di raggiungere tre finali ATP 500, Cobolli resta umile ma ottimista: “Mi sento parte di qualcosa di importante, ma non sono l’unico. Dietro ci sono tanti ragazzi che giocano benissimo: Nardi, Arnaldi, Bellucci, Musetti, Sonego… e anche Darderi che sta facendo grandi cose. Abbiamo molti italiani che rappresentano il futuro di questo sport”.

Cobolli verso la finale con Tiafoe: “Penso solo a me stesso”

In vista dell’ultimo atto, Cobolli non vuole farsi distrarre dal nome dell’avversario che troverà dall’altra parte della rete (l’americano Frances Tiafoe). La ricetta è semplice: recupero e focus interno. “Sarà una partita difficilissima, perché se arrivi in finale significa che te lo meriti. Devo pensare a me stesso, al mio gioco, a recuperare le energie e a giocare una bella partita. Il resto non conta”.

Читайте на сайте