Da “ma chi ca**o è Sayf?” a idolo di tutte le mamme d’Italia: ecco come il rapper (che sa suonare e cantare bene) ha scalato la classifica di Sanremo 2026
Faccia da bravo ragazzo, sorriso che sprigiona tenerezza, capelli rasta curati e poi quel “tu mi piaci, tu mi piaci, tu mi piaci tanto” ripetuto ossessivamente fino a conquistare ascolto dopo ascolto. È Sayf la vera sorpresa di questo Festival (un po’ come è stato Lucio Corsi lo scorso anno) che si è classificato al secondo posto con “Tu Mi Piaci Tanto” – scritta dallo stesso Sayf, Giorgio De Lauri (Jiz) and Luca Di Blasi (Dibla) – arrivando ad un soffio dallo scippare il podio a Sal Da Vinci, che ha trionfato con “Per Sempre Sì”. In base alle percentuali di voto della Finale di ieri sera Sal Da Vinci ha ottenuto il 22,2% mentre Sayf ha ricevuto il 21,9% delle preferenze. Ditonellapiaga si è fermata al 20,6%, Arisa al 18,9%, Fedez e Marco Masini al 16,5%.
Insomma per un soffio il Festival avrebbe incoronato un artista 26enne, nato a Genova nel 1999 da una famiglia italo-tunisina. Il messaggio sarebbe stato potente, ma un secondo posto non è da meno. E allora come si è passati dal “ma chi ca**o è Sayf?” della vigilia al diventare l’idolo di tutte le mamme d’Italia? I giovanissimi hanno già espresso il loro apprezzamento facendo balzare Sayf al secondo posto della Top 50 di Spotify dietro “Ossessione” di Samurai Jay, l’altro “mammone” di questo Festival che ha fatto ballare il genitore proprio alla Finale. Le mamme hanno apprezzato la sincerità di Sayf, il suo modo di rispondere garbato alle interviste e soprattutto il grande amore che ha mostrato per la madre, portandola con sé a Sanremo. E non è scontato.
Dal punto di vista musicale la produzione del brano è moderna, ma con un orecchio al vintage del sound Anni 60. Ma in realtà Sayf ha sorpreso tutti con un altro secondo posto nella serata delle cover con Alex Britti e Mario Biondi sulle note di “Hit the road” di Ray Charles. Ed è lì in quella esibizione che Sayf ha conquistato non solo il pubblico generalista, ma anche la critica perché ha dimostrato di saper cantare (“anche se sto continuando a studiare canto”) e suonare (“in casa si è sempre respirata la musica”).
Poi Sayf è capace di spaziare da un pensiero critico sul fronte internazionale senza alcun problema “Iran? Ho sentito la notizia poco fa e non ho avuto modo di informarmi, ma temo sia il solito capriccio americano e spero non vada avanti ulteriormente” ad ammettere imbarazzato di aver ricevuto un messaggio da Marco Mengoni (con cui ha collaborato per il brano estivo con Rkomi “Sto bene al mare”), ma di non ricordare il contenuto.
E poi giorno dopo giorno ha scalato la classifica fino a ritrovarsi mano nella mano con un signore con alle spalle 50 anni di carriera. Un bel ritratto generazionale di una Italia sana e mossa da unica grande passione: la musica.
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