Lomellini bloccati sotto le bombe a Dubai: “Sentiamo le esplosioni ma stiamo bene”
Vigevano. «Da circa un’ora sono riprese le esplosioni, sembrano più concentrate in International City, per capirci nella zona dell’aeroporto: i miei colleghi vivono tutti da quelle parti».
A parlare, alle 15 di ieri, è Alessandro Rovida, mortarese che dal 2021 vive e lavora a Dubai. «Riceviamo alert sui telefoni – dice Rovida – con l’invito a rimanere al coperto e lontani dalle finestre. La situazione sembra sotto controllo per quello che riusciamo a capire, ma c’è ovviamente molta apprensione e un po’ di paura. Da quanto vediamo non risultano incidenti diretti a Dubai: i missili, così come i droni, sarebbero stati intercettati. Forse qualcuno avrebbe colpito il porto o alcune basi americane, ma non la città, se non con la caduta di detriti, che al momento rappresentano il principale problema».
Altri vigevanesi hanno segnalato che sarebbe stata colpita anche la zona del Fairmont The Palm, sulla Palm Jumeirah, dove si è sviluppato un incendio nell’area dell’hotel.
«Non dovrebbe trattarsi di un impatto diretto – spiega Rovida – ma probabilmente della caduta di un drone abbattuto. Questo è quanto sappiamo dalle informazioni disponibili, anche se non possiamo verificarle con certezza. Speriamo non si trasformi in un’escalation e che gli attacchi restino concentrati su obiettivi militari. Le notizie qui parlano di azioni contro Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman. Io lavoro per un importante gruppo locale: siamo circa 10mila dipendenti e, nello specifico, nel mio settore circa 1.300. Lavoriamo fianco a fianco in un team composto da persone di culture diverse, quasi tutti senza famiglie al seguito, e questo crea legami forti nonostante i diversi ruoli professionali».
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A Dubai si trovano anche altre due famiglie vigevanesi. «Noi siamo in crociera su una nave Msc – racconta Paola Conte, moglie di Andrea Gelo, titolare del noto birrificio vigevanese – siamo qui da sabato e per motivi di sicurezza non ci hanno fatto muovere. Le voci che circolano parlano di un attacco pesante previsto per questa notte (ieri, ndr). Siamo tutti nell’incertezza e cerchiamo di capire cosa succederà. In alcuni momenti si avvertono esplosioni perché siamo di fronte all’Iran: probabilmente si tratta dei sistemi di difesa aerea che intercettano i droni, quindi gli obiettivi dovrebbero essere di tipo militare. Non risultano bombardamenti diretti sulla città».
Quindi nessun attacco diretto alla città? «Dalle immagini che vediamo – spiega Conte – la situazione appare diversa da quella raccontata in alcune notizie: si tratterebbe di frammenti incendiati di droni abbattuti. Le aree dove si sono sviluppati incendi, come quella del Palm Hotel, sarebbero punti in cui sono caduti i resti».
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Avete notizie dalla città? «Vediamo che le scuole sono chiuse e c’è poca gente in giro, ma bisogna considerare che è periodo di Ramadan e durante il giorno si esce meno. Ieri però ci sono state alcune celebrazioni».
I rifornimenti alla nave arrivano? «Per ora sì, siamo fermi nel porto di Dubai – continua Conte che nella vita è insegnante di fitness – stamattina il comandante ha annunciato che farà una comunicazione in serata. Ho controllato anche i comunicati delle compagnie aeree che indicano la chiusura dello spazio fino alle tre di domani (le 12 italiane, ndr)».
Con voi c’è un’altra famiglia vigevanese, giusto? «Sì, la famiglia di Antonio Marchetti – conferma Conte – stiamo tutti bene, anche se un po’ preoccupati. In nave però ci sentiamo più sicuri rispetto all’aeroporto: abbiamo cabina, cibo e bagagli con noi».